16 luglio 2021

Il sogno di Michelangelo prende vita. A Roma la magia del ponte sospeso sul Tevere

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Presentato a Roma il Ponte Farnese, l'installazione temporanea dell’artista francese Olivier Grossetête

Il 13 luglio è stato inaugurato il Ponte Farnese, un’opera ideata dall’artista francese Olivier Grossetête e realizzata attraverso la partecipazione dei cittadini romani. Il ponte effimero collega simbolicamente il Palazzo Farnese, antica residenza della nobile famiglia romana, con la Villa Farnesina, progettata dal banchiere Agostino Chigi e successivamente acquistata dai Farnese. L’opera è completamente eco-friendly, infatti, è realizzata in cartone ed è sospesa in aria grazie a tre palloni aerostatici. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra l’Ambasciata di Francia in Italia e il gruppo WeBuild, azienda operante nel settore delle costruzioni, delle infrastrutture e dei trasporti. Sarà possibile godere della vista dell’opera fino al 18 luglio quando verrà smontata e il cartone completamente riciclato.

La storia

L’idea di un ponte che collegasse la Farnesina e il Palazzo Farnese risale al XVI secolo quando il papa Paolo III Farnese commissiona a Michelangelo Buonarroti la costruzione di un ponte che potesse unire le due proprietà di famiglia.

La Villa Farnesina deve il suo nome all’acquisto da parte di Alessandro Farnese, nipote del noto cardinale che divenne Paolo III, del Palazzo del Giardino. Quest’ultimo era stato per molti anni la residenza del banchiere senese Agostino Chigi, famoso nella Roma del Cinquecento per essere stato creditore dei papi in particolare Giulio II. In seguito alla morte del banchiere, avvenuta nel 1520, la villa subì un periodo di degrado e di abbandono anche dovuto al Sacco di Roma del 1527. Nel 1579 divenne proprietà dei Farnese e fu unita al Casino Farnese, una modesta abitazione acquistata poco prima da Alessandro Farnese.

In quell’epoca il papa Paolo III aveva in mente l’idea di un ponte che potesse facilitare il passaggio tra le due proprietà, Palazzo Farnese e Villa Farnesina. Il ponte venne realizzato solo per un tratto da Michelangelo ed è tuttora visibile sulla via Giulia. Nel progetto originario il ponte avrebbe dovuto essere di pietra, per quanto riguarda il breve tratto stradale, e di legno nel passaggio tra le due sponde del Tevere. Il piano prevedeva di unire il palazzo direttamente ai giardini della Farnesina. Il progetto, purtroppo, non venne portato a termine sia per la morte dei due protagonisti che per l’insufficienza di denaro.

L’opera di Grossetête

Il ponte di Grossetête è stato realizzato negli spazi dell’Auditorio del comprensorio di Villa Farnesina grazie al contributo e alla partecipazione attiva di molti cittadini tra cui bambini, studenti, stranieri e semplici curiosi. Il laboratorio artistico è stato diviso in più giornate di lavoro e chiunque ha potuto partecipare alla realizzazione del ponte di cartone. I vari elementi cartonati sono stati assemblati insieme da semplice scotch.

Il 13 luglio molte persone hanno assistito alla conclusione dei lavori di sollevamento del ponte. Tre grandi palloni aerostatici sono stati fissati con dei cavi alle varie parti dell’opera. Successivamente, una imbarcazione ha guidato il ponte fino al punto esatto dove avrebbe dovuto esserci quello di legno. Il ponte è stato poi fissato alle sponde grazie ad ulteriori cavi ed è ora possibile ammirarlo, seppur per poco tempo, da ponte Sisto. Suggestiva è la luce dei fari che di notte lo illumina.

È diventato realtà il Ponte Farnese, il sogno incompiuto che Michelangelo Buonarroti aveva immaginato nel XVI secolo, su commissione dell?allora Papa Paolo III Farnese, per collegare Palazzo Farnese ai giardini dell?attuale Villa Farnesina, sull?altra sponda del Tevere, nel tratto vicino a Ponte Sisto, a Roma. L?opera mai portata a termine dal Buonarroti rivive oggi sotto le sembianze di una installazione temporanea, realizzata in chiave totalmente ecosostenibile dall?artista francese Olivier Grossetête e svelata oggi al pubblico, grazie ad una iniziativa promossa dall?Ambasciata di Francia, insieme all?Institut Français Italia, con il sostegno del gruppo Webuild e in collaborazione con Villa Farnesina-Accademia dei Lincei. 
Nell?ambito dei lavori di restauro delle facciate laterali e del tetto di Palazzo Farnese (2021-2025) durante i quali si svilupperanno molti progetti culturali, l?Ambasciata ha fatto appello a Olivier Grossetête che ha immaginato quest?omaggio a Michelangelo. L?artista ha raccontato così il progetto di Ponte Farnese: ?Effimere per natura, come noi, queste monumentali costruzioni partecipative di cartone sono destinate a scomparire. La loro posta in gioco è quindi tanto nel processo, nel percorso e nell’esperienza collettiva che propongono quanto nelle loro forme finali. Questo ponte “sospeso”, inaccessibile per essenza, ci collega in definitiva solo a noi stessi. È l’immagine del nostro rapporto con l’indicibile?. 
Dopo giorni di lavoro per i cittadini iscritti agli ateliers che si sono svolti preso l?auditorio di Villa Farnesina, ecco l?installazione molto attesa: ha le forme di un ?ponte volante? totalmente di cartone, lungo 18 metri e sospeso nell?aria a pari metri di altezza grazie a tre grandi palloni aerostatici. Resterà visibile al pubblico fino al prossimo 18 luglio, per poi essere smontata tutta e il cartone utilizzato per la costruzione sarà interamente riciclato. Il progetto, artisticamente battezzato ?Ponte fra le Epoche?, ha permesso di coniugare arte e ingegno umano, attraverso una partecipazione collettiva durata quattro giorni e sapientemente guidata dalla squadra dell?artista Grossetête, con il coinvolgimento di centinaia di volontari di tutte le età, bambini inclusi. Presenti all?evento, l?Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset insieme all?Amministratore Delegato di Webuild Pietro Salini, che hanno accolto su Ponte Sisto, insieme al Presidente dell?Accademia dei Lincei, Prof. Parisi, la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il vice-presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori. 
L?Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset ha dichiarato: ?L?Ambasciata, dopo un lungo periodo in cui la partecipazione agli eventi era perclusa, ha promosso il progetto di Olivier Grossetête con un forte spirito di squadra, anche nell?ambito dei lavori di restauro di Palazzo Farnese che dureranno fino al 2025. È una bella opportunità di offrire ai cittadini la possibilità di partecipare direttamente a un progetto culturale che è anche un omaggio alla loro città e alla loro storia. Palazzo Farnese è già da sé un ?ponte? tra Francia e Italia, è la casa dei romani, e lo spettacolo che sorge stasera è simbolo di una rinascita condivisa. Anche un segnale che le nostre culture sono intrinsecamente legate, la nostra amicizia è forte e indistruttibile. E? un grande momento di gioia condivisa, e sarà seguito da molti altri eventi culturali comuni?. 
“Siamo orgogliosi di avere reso un sogno realtà – le parole di Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild -. Questa installazione simbolo anche di sostenibilità rappresenta la sintesi di una partecipazione collettiva che, sotto la guida sapiente e immaginifica dell?artista, ha saputo mettere insieme tutti gli attori e gli elementi necessari per il completamento in tempi record dell?opera artistica. È la conferma che collaborazione e partecipazione rendono possibile il superamento degli ostacoli che ogni progetto complesso comporta, permettendo tempi di realizzazione coerenti con gli obiettivi che l?opera stessa si propone. Un modello che abbiamo applicato a Genova, per la realizzazione del Ponte San Giorgio, e che auspichiamo potrà essere una leva per la celere esecuzione delle tante opere di cui necessita oggi l?Italia». 
La realizzazione dell?installazione, resa ancora più suggestiva dalla scenografia romana tra gli antichi ponti del Tevere, è stata accompagnata dalle intense note dell?artista Paolo Fresu, che ha dichiarato ?per l?ascensione del ponte ho immaginato una musica delicata e allo stesso tempo struggente, che fosse in grado di valorizzare l?intensità e i colori intimi del momento. Si dolce è il tormento è una sorta di melodia senza tempo e senza geografia che, scritta da Monteverdi nel 1624, vuole in qualche modo rinviare anche a Michelangelo e al suo progetto immaginifico?. 

Il cartone utilizzato per la realizzazione dell’opera non è nuovo all’artista francese che lo ha già adottato in molti altri suoi progetti e costituisce un elemento chiave della sua poetica artistica: un materiale semplice, sostenibile, leggero e alla portata di tutti. Un modo per creare un’opera collettiva e ricostruire quelle relazioni che abbiamo perso durante quest’anno di pandemia.

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