20 settembre 2019

Inaugura la prima residenza artistica di Opendream

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Un importante passo del processo di rigenerazione artistica di Treviso: inaugura la prima residenza artistica di Open Dream.

Gli spazi di Opendream, prima stabilimento per la lavorazione della ceramica
Gli spazi di Opendream, prima stabilimento per la lavorazione della ceramica

Nel 2015 l’imprenditore Damaso Zanardo acquistò l’area industriale dimessa dell’ex Ceramica Pagnossin a Treviso. Uno spazio immenso di 100.000 mq, sede di una storica produzione trevigiana. Così nasce Opendream, laboratorio aperto per produzioni creative multidisciplinari. Grazie a questa iniziativa, il 21 Settembre inaugura la prima Residenza d’Artista di Opendream. Questo è l’avvio dell’ambizioso processo di rigenerazione artistica e urbana del territorio.

La produzione d’eccellenza che ha contraddistinto l’azienda di ceramica, si traduce nelle nuove attività creative di Opendream. La Residenza è curata dall’associazione culturale MoCA (ideatrice e promotrice dell’Arte Laguna Prize), nell’ambito del progetto INN Veneto. Si tratta di un programma regionale che ha l’obiettivo di restituire al pubblico spazi industriali abbandonati, per dare loro una nuova vita attraverso l’arte.

Tre curatori – Valentino Catricalà, Martina Cavallarin e Flavio Arensi – hanno nominato tre artisti, che sono stati selezionati per la vicinanza ai temi della rigenerazione e del riuso creativo. Marina Gomez Fernandez (in arte Marina ÓÁZ) Federica Di Carlo e Ivano Troisi sono i giovani coinvolti.Fabrice Hybert, l’artista già Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel ’97, li ha guidati in questo percorso. I tre hanno quindi sfruttato le risorse dell’ex azienda per realizzare nuove opere d’arte, specificatamente pensate per il territorio. Troisi lavora con gli elementi naturali che, mescolati, compongono la ceramica. Federica Di Carlo riascolta le voci, le sensazioni e i vissuti che aleggiano ancora nella fabbrica, riproducendo così delle originali testimonianze. Marina ÓÁZ, invece, dà nuova vita ai vecchi stampi impolverati, ricreando anche i colori per una funzione diversa.

Anche Fabrice Hyber, l’ospite d’onore dell’evento, realizza una sua opera site-specific. Una linea sinuosa che ci guida all’esperienza. I colori bianco, rosso, blu, giallo del filante tatuaggio a terra, ci allertano alla visione delle opere dei tre giovani artisti della residenza.

L’evento è gratuito, ma con registrazione obbligatoria a questo link.

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