05 maggio 2021

La sfida di Wander Art per rilanciare l’arte di strada, a Londra

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Partito a fine novembre 2020 in una Londra deserta, vessata dai lockdown e dalle restrizioni, il progetto Wander Art con l’arte "urbana" riconquista i quartieri di Mayfair e Belgravia

Watching You Grow, Margaux Carpentier

I quartieri londinesi di Mayfair e Belgravia si trasformano in una galleria d’arte outdoor grazie al progetto Wander Art Walking Trial, curato da Alter-Projects con il supporto del Landlord Grosvernor Britain&Ireland, permettendo ai cittadini di riscoprire la loro città attraverso l’arte, e in sicurezza.

Questo percorso urbano che si estende tra le piazze, vie principali e gli edifici emblematici delle due zone della capitale londinese, ospita dodici creazioni di artisti inglesi o mondialmente riconosciuti, tra installazioni, murales e sculture. Un vero e proprio testamento alla democratizzazione delle arti, il progetto Wander Art permette ai londinesi di rivedere la propria città attraverso l’arte all’aria aperta. In Mayfair con Urban Jungle, sono visibili sia i nuovi lavori di artisti UK-based come Margaux Carpentier, Yinka Ilori e Morgan Myerscough, sia artisti internazionali quali il pittore francese Julien Colombier e il designer messicano Fernando Laposse. Anche a Belgravia, con Pop Metropolis, si snodano oggetti fuori scala e giochi prospettici di artisti local come Craig & Karl, Kinska, Emily Forgot e Richard Woods, ed internazionali come Ricardo Cavolo, Jordan Söderberg Mills e Andre Mendes.
Un chiaro messaggio di reazione e uno sforzo congiunto della comunità artistica locale ed internazionale per risollevare lo spirito dei cittadini londinesi attraverso la creatività e l’arte di strada. Questo progetto permette loro, senza un itinerario specifico o costrizioni, di intraprendere un percorso autoriflessivo e/o di evasione mentale ed emotiva.
“Siamo entusiasti di avere la partecipazione di alcuni degli artisti più stimolanti di oggi, che porteranno a un’esperienza unica, audace, sorprendente e provocatoria per la zona”, asserisce Anne Pingreoun, curatrice e fondatrice di Alter-Projects. L’abbiamo raggiunta per farci raccontare di più.

Small, Medium, Large, Richard Woods

Ci può raccontare della genesi del progetto Wander Art?
Attraverso il Wander Art Trail, ho voluto invitare i londinesi a riscoprire due dei quartieri più iconici della loro città attraverso l’arte. In un momento in cui il morale è basso, l’arte e il design hanno il potere di sollevare lo spirito delle persone. L’arte può trasportare e portare la mente in un viaggio, stimolando la riflessione e la conversazione su materiale, forma, funzione e significato. Così, il nostro obiettivo generale era quello di portare i musei all’esterno, rinvigorire il senso di comunità, aumentando il passo verso le strade ed aiutare le imprese locali. Volevamo farlo attraverso un’esperienza che permettesse a tutti i cittadini di accedere in sicurezza ad opere ed installazioni bellissime, portandoli in un viaggio all’interno della propria mente e nella propria città, permettendo loro di innamorarsi di nuovo di Londra.

Tell Me Something Nice, Kinska

Qual è stato l’approccio curatoriale adottato per il progetto?
Il processo curatoriale per Wander Art è stato molto particolare. Abbiamo incontrato diverse sfide durante tutto il progetto da quando abbiamo iniziato nel giugno 2020, subito dopo il primo lockdown. Gli artisti e i designer sono stati sfidati a creare opere che si sono distinte e mescolate nel quartiere in cui dovevano essere esposti: volevamo che gli spettatori le vedessero come aggiunte naturali alla zona, ma anche aggiungere uno strato di eccentricità e creatività che non c’era prima. Abbiamo anche dovuto rispettare le rigide norme COVID in termini di interazioni, distanza ecc…

Face to Face, Andres Mendes

Il progetto si svolge nei quartieri di Mayfair e Belgravia, nel cuore della città, come hanno reagito i londinesi a questa esplosione di colori?
Il percorso è stato curato sul modello neighbourhood-specific, con particolare attenzione per ciò che ha funzionato in ogni zona. Belgravia e Mayfair hanno due etnie molto diverse, e volevamo rispettare la loro individualità, allo stesso tempo sfidano le loro strade e gli edifici a coesistere con pezzi freschi ed installazioni, che stimolano la creazione di diverse prospettive ed atteggiamenti verso questi quartieri iconici. La risposta del pubblico è stata estremamente positiva: le persone sono davvero coinvolte con le opere d’arte ed è un piacere testimoniarlo. I visitatori stanno riscoprendo le zone che già conoscevano, accogliendo l’architettura iconica con un ulteriore strato di pop e colore.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Attualmente sto lavorando ad un progetto multisensoriale molto emozionante per la Biennale del Design di Londra, in collaborazione con Sebastien Servaire, che sarà presente nella categoria dei Progetti Speciali. L’installazione creerà uno spazio immersivo giocando con le percezioni dei visitatori e riequilibrando la loro pace interiore colmando il divario tra spazi e ricordi. Sono anche entusiasta di lavorare su un’altra installazione da esporre in Grosvenor Square, che verrà svelata più tardi questa estate. Il mio lavoro gioca sempre con tutti i sensi, e questo progetto non sarà diverso.

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