17 marzo 2021

Ritratti di relazioni umane: intervista al collettivo Covisioni

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"Covisioni" è un progetto di ricerca fotografica nato durante il lockdown, diffuso in tutta Italia e dedicato alle relazioni umane nell’epoca del Covid-19: ce ne parlano i fondatori

covisioni collettivo
Alessio Cabras, Sardegna

Nasce nel marzo 2020, nel pieno della quarantena dovuta al Covid-19, COVISIONI, progetto fotografico di 12 mesi, per dare voce alla fotografia contemporanea italiana, fondato da diverse professionalità del campo: Cecilia Guerra Brugnoli, Francesca De Dominicis, Jana Liskova, Francesco Rucci, Anita Scianò, Erika Volpe. L’intento principale del collettivo, con la collaborazione di 40 fotografi dalle 20 regioni italiane, è di analizzare documentare e interpretare, il cambiamento delle relazioni umane dopo il lockdown in Italia, in maniera visiva, antropologica e sociale. Al progetto collabora inoltre l’agenzia fotografica LUZ che, durante i 12 mesi, si è occupata della divulgazione e della valorizzazione delle opere dei fotografi. Abbiamo raggiunto i fondatori per farci raccontare di più.

Bartolomeo Rossi, 1834, Friuli Venezia Giulia

Quando e come è nato il progetto Covisioni?

«Covisioni nasce a marzo 2020, dall’incontro di diverse professionalità nel campo della fotografia. Cecilia Guerra Brugnoli, Francesca De Dominicis, Jana Liskova, Francesco Rucci, Anita Scianò, Erika Volpe, fondarono un gruppo di lavoro con l’esigenza di confrontarsi sul particolare periodo storico in corso e la voglia di creare un progetto collettivo. Ci siamo quindi interrogati su come la fotografia contemporanea potesse analizzare, documentare e interpretare il cambiamento delle relazioni umane al fine di creare un vero e proprio strumento di analisi. Abbiamo da subito realizzato che le nostre forze non sarebbero state sufficienti e che per dare completezza al progetto sarebbe stato interessante coinvolgere più autori e autrici su tutto il territorio italiano».

Benedetta Ristori, Confini, Lazio

In base a quali parametri è avvenuta la selezione dei fotografi/e?

«Il nostro primo intento è stato quello di offrire quanto più possibile al progetto una visione ampia ed eterogenea. Abbiamo cercato stili e modalità di ricerche diverse per dare voce alla fotografia contemporanea in ogni sua declinazione. Un altro aspetto fondamentale è stata la volontà di coprire tutto il territorio italiano, in modo da avere una testimonianza realistica e veritiera rispetto a come ogni regione d’Italia stesse vivendo questo momento. Soprattutto questo aspetto è stato complesso, ci sono stati molti ostacoli ma ad oggi siamo soddisfatti delle forze che siamo riusciti a convogliare nella stessa direzione».

Cecilia Guerra Brugnoli, Bologna

Ognuno dei fotografi si occupa solamente di una tematica specifica oppure possono spaziare in tutte quelle presenti? Ci sono diverse tematiche affrontate legate alle relazioni, potete raccontarci di più al riguardo?

«Abbiamo dato a tutti i partecipanti come unico vincolo quello di seguire la traccia delle relazioni umane; ogni fotografo/a ha poi potuto scegliere e decidere come interpretare e sviluppare in maniera personale il tema, cercando di raccontare il legame tra l’uomo e la grande trasformazione in atto. Andando avanti con il progetto ed osservando l’evoluzione di ogni singolo lavoro, sono emerse alcune costanti e temi ricorrenti; è sorprendente come da uno stesso tema potessero definirsi tante sfaccettature differenti e complesse.

Si sono delineate in modo spontaneo delle macro aree capaci di rielaborare l’accaduto traducendolo in uno studio, un’indagine, che prende forma attraverso lo sguardo di ogni autore e autrice. I fotografi/e hanno quindi posto al centro del loro lavoro la riflessione sulla trasformazione in atto, sul mutare della condizione sociale, delle abitudini e di quello che ne consegue».

Claudia Corrent, Trentino Alto Adige

Avete in programma di organizzare una / delle mostra/e con i lavori fotografici o rimarrà un progetto online?

«Il progetto nasce con la volontà di racchiudere tutto il lavoro in un libro fotografico autoprodotto che verrà promosso grazie a mostre itineranti in diverse città d’Italia. Non sappiamo se il periodo storico che stiamo vivendo ci permetterà di realizzarle tutte o solo in parte, ma rimane ferma la volontà di realizzare una raccolta della ricerca visiva svolta durante questi 12 mesi da parte di tutti i fotografi coinvolti nel progetto. La prima esposizione di fine lavori sarà online su PHmuseum a maggio».

I fotografi di Covisioni: la gallery

Hanno partecipato a Covisioni: Chiara Arturo, Alessandra Baldoni, Nicola Baldazzi – Veronica Lanconelli, Filippo Bardazzi, Maria Bauer e Giuseppe Scafidi, Giulia Bersan, Cecilia Guerra Brugnoli, Emanuela Bava, Claudia Corrent, Giammario Corsi, Alessandro Cristofoletti, Alessio Cabras, Valentina De Santis, Lorenza Demata, Chiara Ernandes, Sara De Santis, Fabrizio Falcomatà, Ilaria Ferrara, Claudia Gori, Andrea Marcantonio, Nicole Marchi, Luca Marianaccio, Ornella Mazzola, Claudia Mozzillo, Valentina Procopio, Linda Pezzano & Filippo Zoccoli, Paola Ressa, Luana Rigolli, Benedetta Ristori, Bartolomeo Rossi, Luca Rotondo, Francesco Rucci, Anita Scianò, Francesca Tilio, Marco Waldis, Nicola Zolin.

Francesco Rucci, Operai, Emilia Romagna
Giulia Bersani, Lombardia
Luana Rigolli, Lazio
Luca Marianaccio, Effetto farfalla, Puglia
Luca Rotondo, Punto e virgola, Lombardia
Paola Ressa, Toscana

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