-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Dopo un importante intervento di riallestimento e di ripensamento del proprio ruolo culturale, ha riaperto al pubblico il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria di Marzabotto. Il progetto coinvolge anche il vasto Parco archeologico di Kainua, una delle testimonianze più importanti della civiltà etrusca in Italia, e propone un modello museale aggiornato ai più moderni standard di accessibilità culturale, con una significativa apertura all’arte contemporanea. A inaugurare questa nuova stagione è infatti Under the Same Sky, intervento dell’artista Eva Marisaldi, concepito come primo tassello di un programma dedicato al dialogo tra archeologia e linguaggi della creatività contemporanea.

Vivere Kainua: il nuovo MNEMA di Marzabotto
Il museo, oggi identificato con l’acronimo MNEMA e diretto da Denise Tamborrino, ha beneficiato di un finanziamento di 800mila euro nell’ambito della programmazione della legge 190/2014. L’intervento ha interessato gli spazi espositivi e rappresenta la prima fase di un più ampio progetto che proseguirà nell’area archeologica, estesa per circa 25 ettari. Alla base del nuovo allestimento vi è la volontà di superare la separazione tra museo e sito archeologico, concependoli come parti di un unico racconto dedicato all’antica città etrusca di Kainua.

Fondata nel V secolo a.C. nei pressi dell’attuale Marzabotto, situata lungo importanti direttrici commerciali tra l’Etruria tirrenica, la Pianura Padana e l’Europa transalpina, Kainua fu una delle principali città dell’Etruria padana insieme a Felsina – l’antica Bologna – e Spina. Nonostante le perdite causate dall’erosione del fiume Reno, conserva in modo eccezionale l’impianto urbanistico originario, caratterizzato da una rigorosa maglia ortogonale con abitazioni, aree sacre, necropoli e l’acropoli, rendendola l’unica città etrusca ancora leggibile nel suo assetto urbano complessivo.

Come ha spiegato Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, il nuovo percorso espositivo Vivere Kainua nasce con l’obiettivo di rendere il museo un luogo aperto, accessibile e in continua evoluzione, capace di offrire nuovi strumenti per comprendere il passato attraverso lo sguardo del presente.
Al centro del progetto si trova il concept Kainua. Manuale d’uso, sviluppato con il contributo di Roberto Zancan dell’HEAD Università di Arte e Design di Ginevra. L’idea è quella di considerare la città etrusca come un organismo complesso in cui architettura, natura e relazioni sociali continuano a produrre significati. In questa prospettiva, museo e parco archeologico diventano strumenti complementari per interrogare il modo in cui le comunità abitano e trasformano il territorio.

Progettato dall’architetto Fabio Fornasari, il riallestimento presenta reperti e manufatti non più come semplici testimonianze tipologiche ma come oggetti portatori di una propria biografia. Il racconto accompagna il visitatore dal momento della scoperta archeologica fino al significato sociale degli oggetti, valorizzando anche i numerosi reperti emersi dalle recenti campagne di scavo condotte dall’Università di Bologna. È stata allestita inoltre una mostra temporanea dedicata alle terrecotte votive provenienti dal santuario di Veio e conservate presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, visitabile fino al 29 settembre 2026.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità. La scalinata che separava il museo dall’esterno è stata eliminata, favorendo una maggiore continuità tra edificio e paesaggio. Il percorso integra inoltre riproduzioni tattili, dispositivi digitali e “sonografie” che ricostruiscono i paesaggi sonori dell’epoca etrusca, ampliando le possibilità di fruizione del patrimonio.

Under the Same Sky: l’intervento di Eva Marisaldi per Kainua
In questa visione si inserisce Under the Same Sky di Eva Marisaldi, promosso dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna e sostenuto dal PAC – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura. L’artista bolognese ha sviluppato il progetto durante una residenza svolta tra il 2024 e il 2025, lavorando sul rapporto tra patrimonio materiale e immaginazione contemporanea.

L’intervento si articola in tre nuclei distinti. Il primo è costituito da nove botole disseminate nel parco archeologico che custodiscono dischi in alluminio incisi con immagini ispirate sia a reperti reali provenienti da Kainua e da importanti collezioni internazionali, sia a elaborazioni grafiche dell’artista. Le opere invitano il visitatore a confrontarsi con aspetti della cultura etrusca legati al sacro, all’infanzia, alla vita domestica, alla metallurgia e alla gestione delle acque.

Il secondo intervento lavora invece sul paesaggio sonoro. Sette campane installate nell’area archeologica sono accordate sulle frequenze dell’unico flauto etrusco giunto integro fino a noi, proveniente dal relitto del Giglio. A produrre il suono non è l’azione umana ma gli elementi naturali: vento e pioggia trasformano così il sito archeologico in uno spazio di ascolto e relazione con il paesaggio.

Il terzo nucleo trova posto all’interno del museo. Nella Sala 5 sono esposti quindici oggetti sonori indossabili derivati dall’iconografia etrusca e reinterpretati in chiave contemporanea. Gli oggetti sono protagonisti di un video realizzato con Enrico Serotti, che immagina un possibile paesaggio sonoro lungo le antiche vie di Kainua. Il lavoro intende sottrarre il reperto alla staticità della vetrina per restituirgli una dimensione attiva e relazionale.
L’intervento di Marisaldi inaugura una linea di ricerca destinata a proseguire negli anni. Dopo questa prima esperienza, altri artisti saranno invitati a confrontarsi con il parco archeologico e con la storia di Kainua, contribuendo a costruire nuove narrazioni attorno a uno dei più importanti siti etruschi della penisola.














