09 novembre 2019

A Firenze Lo schermo dell’arte Film Festival. La XII edizione con Deller, Parreno e molti altri

di

Dal 13 al 17 novembre a Firenze la XII edizione del film festival internazionale Lo schermo dell'arte, con Jeremy Deller, Philppe Parreno, Masbedo, Luca Vitone, Alessandra Galletta e tanti altri. La direttrice Silvia Lucchesi ci ha anticipato l'edizione 2019

Philipp Parreno
No More Reality, Whereabouts di Philippe Parreno, 2019 – still 13, courtesy l'artista e Lo Schermo dell'arte

A Firenze dal 13 al 17 novembre, si svolgerà la dodicesima edizione de Lo schermo dell’arte Film Festival. Tra gli ospiti dell’edizione 2019 gli artisti Jeremy Deller, Luca Vitone, Masbedo, Flatform, Roberto Fassone, Julian Rosefeldt, Garrett Bradley e i registi Alessandra Galletta, Andrea Bettinetti e Omar Rashid.
In questi giorni a Palazzo Strozzi anche la mostra del programma di residenza per artisti under 35 VISIO.

Silvia Lucchesi, direttrice e fondatrice de Lo schermo dell’arte Film Festival insieme a Massimo Carotti e Luca Dini, ci ha anticipato l’edizione 2019.

Che cosa è Lo schermo dell’arte Film Festival?

«Lo Schermo dell’arte è un progetto di arte contemporanea e cinema, o meglio un progetto che intende indagare i rapporti che ci intercorrono tra questi due linguaggi della visione. È una definzione abbastanza generica, ma rende l’idea delle linee generali.
È un festival di cinema un po’ sui generis, perché a differenza dei festival di cinema tradizionali non abbiamo la sezione competitiva, quindi non abbiamo una giuria».

Come si svolge la selezione dei film che presentate in programma?

«L’iscrizione dei film avviene attraverso una call aperta, con un meccanismo più simile a un programma curatoriale, dove le opere in questo caso sono opere cinematografiche o realizzate da artisti.
Le opere vengono selezionate direttamente da noi, le cerchiamo attraverso una rete di relazioni internazionali che nel tempo si sono consolidate con la frequentazione di festival di cinema, mostre d’arte, biennali etc.
La selezione a cui giungiamo è stringente e non presentiamo mai più di ventidue, venticinque opere per edizione. È una particolarità nel panorama dei festival cinematografici».

Quali sono altri elementi che vi caratterizzano?

«Un forte elemento della nostra identità è il fatto di avere avvicinato ai documentari sull’arte le opere realizzate dagli artisti con immagini in movimento. Viene così a crearsi un doppio binario all’interno del programma: da una parte l’artista in quanto autore e dall’altra l’artista in quanto soggetto di attenzione da parte del cinema».

In questa dodicesima edizione ospiterete Jeremy Deller e Philippe Parreno.

«Ogni anno Lo schermo dell’arte dedica un focus a un artista che secondo noi si è distinto per l’uso delle immagini in movimento. Quest’anno abbiamo scelto Jeremy Deller, vincitore del Turner Prize nel 2004, che presentiamo con quattro film, tra cui il più recente in prima nazionale, Puntin’s Happy del 2019, dedicato alla Brexit, e l’artista sarà a Firenze per un talk. L’opening night, inoltre, è un altro momento importante del programma e ad ogni edizione presentiamo un evento speciale: quest’anno è il più recente film realizzato da Philippe Parreno nel 2019, No More Reality Whereabouts, alla sua seconda presentazione, è una occasione quasi unica per vederlo. È un film che è stato definito un “film di film”, perché riunisce alcuni estratti dei precedenti 13 film realizzati da Parreno negli ultimi 20 anni, ne nasce una nuova opera o quasi una forma di retrospettiva, ma è molto più di questo, perché come in tutto il lavoro di Parreno viene coinvolta anche la parte performativa. La proiezione, infatti, avrà una colonna sonora dal vivo eseguita dal pianista Mikhail Rudy, stretto collaboratore di Parreno da lungo tempo. La proiezione sarà, inoltre, introdotta da un testo recitato da Dhalang, un maestro del teatro delle ombre indonesiano. Anche in questo caso Parreno lavora, come sua consuetudine, a tutto tondo sull’esperienza totale della visione».

Come è rappresentata la ricerca italiana nel programma del festival?

«Un aspetto che tengo molto a sottolineare in merito al programma è proprio la parte relativa alla produzione italiana. Quest’anno ci sono molti film italiani, sia film d’artista che documentari, questo sta a significare una grande vivacità di questa produzione, molto più attiva di qualche anno fa.
In questa dodicesima edizione abbiamo la fortuna di presentare due anteprima assolute: l’ultimo film di Luca Vitone, Romanistan, e l’ultimo del collettivo Masbedo, Welcome Palermo, due lungometraggi di argomento molto diverso l’uno dall’altro. Il progetto di Vitone si occupa della storia del popolo Rom con un progetto vincitore dell’Italian Council, la cui mostra è stata appena inaugurata al Centro Pecci di Prato e del quale noi presentiamo la parte cinematografica.
I Masbedo, invece, lavorano sulla relazione della città di Palermo con il cinema con un progetto che è l’evoluzione di quello presentato a Manifesta nel 2018.

Per quanto riguarda i documentari siamo felicissimi di presentare il lavoro di Alessandra Galletta su Ettore Spalletti, scomparso lo scorso ottobre, quello di Andrea Bettinetti dedicato a Cy Twombly, Cy Dear, e il film d’artista Quello che verrà è solo una promessa del collettivo Flatform, presentato a Cannes».

Che cos’è VISIO, con la mostra a Palazzo Strozzi?

«Lo schermo dell’arte da semplice festival ha cominciato a occuparsi di progetti di residenza e formazione per la giovane generazione. Una rilevanza sempre crescente è stata assunta dall’attività di promozione che facciamo con gli artisti under 35, ovvero il progetto VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curato da Leonardo Bigazzi, alla sua ottava edizione.
È un progetto di scouting e di promozione per il quale attraverso una open call vengono selezionati ogni anno dodici partecipanti che soggiornano a Firenze in residenza per una settimana durante la quale seguono il programma che si tiene al cinema, partecipano a una serie di seminari tenuti da curatori internazionali con cui possono confrontarsi in modo diretto e a cui possono presentare il proprio portfolio.
Parte fondamentale del programma VISIO è l’organizzazione di una mostra con i lavori dei partecipanti, quest’anno si tiene a Palazzo Strozzi e si intitola VISIO. Moving Images After Post-Internet (dal 12 al 17 novembre). È una mostra che vuole indagare la trasformazione del linguaggio delle moving images in seguito alla rivoluzione digitale e riflette, quindi, sul fenomeno del post internet e su quali siano le eventuali cause di un suo definitivo superamento. È un tema molto vicino alla giovane generazione, di cui fanno parte i partecipanti a VISIO, quella dei millennials, nata con la rete internet».

Quest’anno presentate un volume dedicato al primo decennio di attività de Lo schermo dell’arte, che cosa è emerso durante a sua preparazione?

«Lo schermo dell’arte 10 anni tra arte contemporanea e cinema, 2008-2018, a cura di Silvana Fiorese e Valeria Mancinelli, è stato pensato l’anno scorso e questo volume, assolutamente non celebrativo, è divenuto l’occasione per riflettere sul nostro percorso: quello di un soggetto indipendente senza fini di lucro, un’associazione culturale, che ha fatto della propria indipendenza un motivo di crescita. Lo schermo dell’arte vive di finanziamenti sia pubblici che privati, attivati attraverso bandi europei, ministeriali, regionali e comunali.
Il lavoro di ricerca sulle immagini in movimento che conduciamo a Lo schermo dell’arte può essere paragonato al lavoro che fa un dipartimento di un’istituzione pubblica, di un museo, ma ci differenziamo per la struttura organizzativa.
Grazie al libro abbiamo fatto il punto sulla nostra attività, anche attraverso il confronto con un gruppo di curatori che abbiamo invitato a scrivere sui temi di cui hanno parlato i film degli artisti che abbiamo presentato in questi dieci anni. È emerso con evidenza come il nostro percorso sia riuscito a seguire l’evoluzione del campo delle moving images e per noi è un’importante conferma».

Lo schermo dell’arte Film Festival 2019
XII edizione
Dal 13 al 17 novembre 2019
Cinema La Compagnia, Palazzo Strozzi, Palazzo Medici Riccardi, Firenze
Qui il programma completo giorno per giorno

VISIO. Moving Images After Post-Internet
A cura di Leonardo Bigazzi
Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Lo schermo dell’arte Film Festival
Dal 13 novembre al primo dicembre 2019
Palazzo Strozzi
Piazza degli Strozzi, Firenze

Opening: 12 novembre 2019, alle 18.00
Orari: dal 13 al 17 novembre tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00, giovedì dalle 10.00 alle 23:00
Dal 18 novembre al primo dicembre tutti i giorni dalle 12:00 alle 20:00, giovedì dalle 12:00 alle 23.00
www.schermodellarte.org

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui