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I media cinesi hanno riferito che si è trattato di un’azione governativa. Nello specifico nessuno aveva approvato la costruzione della gigantesca e dorata statuta di Mao Zedong nelle campagne della provincia di Henan.
Le immagini della scultura, che pare sia costata quasi 500mila dollari, alta 37 piani, negli scorsi giorni hanno fatto il giro del web, ma ieri il tragico epilogo: il volto, le mani, gambe e piedi sembravano essere stati fatti fuori, con un immenso panno nero drappeggiato sopra. I contadini della provincia hanno detto che la distruzione del monumento è stata dovuta anche a causa dell’occupazione abusiva del suolo di un agricoltore.
Insomma, l’incarnazione di equità e giustizia, come ancora è considerato Mao in Cina, stavolta si è rivelato un inutile fardello da dimenticare. Come altrettanti cinesi e non solo sostengono.



















