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Performance e corpi femminili. Un combinato disposto che può dare – e infatti dà – un’unica risposta: Vanessa Beecroft. Che la scenografia sia una antica pescheria, o le sale di un museo, o di un’antica dimora, il risultato non è che cambi di molto: una riflessione sulle “più profonde e universali istanze dell’essere umano”, con i corpi femminili usati come “supporto comunicativo”.
Stavolta siamo a Carrara, l’occasione è la Biennale di Scultura, e quindi lo scenario non può che essere un laboratorio per la lavorazione del marmo: gli Studi Nicoli, il più antico degli studi di scultura di Carrara, con le modelle che “si intrecciano in questa occasione con le sculture antiche e moderne presenti negli Studi”. Altro non è dato sapere, perché come da copione sui dettagli di VBmarmi.carrara – titolo del progetto – vige il più stretto top secret. Staremo a vedere…
Una questione si fa però ancor più pressante: ma la prevedibilità si sposa con la creatività?
Sabato 4 settembre 2010 – ore 19.00
Piazza XVII aprile 8/E – Carrara
Web: www.labiennaledicarrara.it
[exibart]
Piazza XVII aprile 8/E – Carrara
Web: www.labiennaledicarrara.it
[exibart]












appunto, e che palle.
lo hanno capito tutti che di novità dalla beecroft non ce ne saranno, questo filone di donnine nude, funziona bene, si vende un casino, è il giusto equilibrio di patinato, noiosità, pruderie varie quanto basta, è senza via di uscita…
arte ingessata??
I marmi carraresi son rinomati anche per pregevoli lapidi, mi sento di suggerirne per il mausoleo della signora, che se lo può permettere.03340831
La cacca di Paul McCarthy, le provocazioni di Cattelan ( l’unica cosa seria di tutta la manifestazione), una sezione dedicata all’architettura abbastanza penosa. Location finto-centro-sociale piene di sporcizia. Dipendenti con paghe rumene. Spese non calcolate per lo smontaggio e il rientro delle opere: una variazione di bilancio da 78000 euro. Assessori che credono che le archistars possano cambiare le sorti della loro modesta città. Infine VB, prevedibile come sempre. Questa è la biennale di Cavallucci: la provincia è l’outlet delle idee!
Il cinismo di Vanessa Beecroft è più ributtante e grave del machismo di Gheddafi e Berlusconi.
… speriamo che dopo questa cosa disastrosa Cavallucci emigri definitivamente nel suo piccolo centro dove gli è stata affidata la cura (in un paesino sperduto nella periferia di Varsavia). L’unica opportunità che ormai gli è rimasta!
Il vero suo dramma e’ che in Polonia non ci saranno più tanti soldi da succhiare …
Si stava bene a Trento, vero? Finita la pacchia!
mah…
questa è arte
Ma L’ARTE DOV’é FINITA……….
da qualche parte forse qualcosa c’è ancora?
chi cerca trova e i cocci sono suoi!
d.o)))))))))))))))
Le prime foto della performace sono tristissime: fanciulle che sembrano abbacchi portati al macello, sporche di marmo e con il segno dell’abbronzatura. Davvero squallida: per queste cose ci si rivolge a modelle professioniste, non si fanno le selezione su FB per riparmiare. Alcune delle ragazze, che hanno lavorato a titolo gratuito, si sono pagate anche le spese di viaggio e il soggiorno. E intanto questa biennale sta diventando un brutto incubo. Un pozzo senza fondo di denaro pubblico, di spese non preventivate per incapacità del curatore e del suo entourage, che ha gestito tutto(anche le paghe da fame dei collaboratori). E tutto questo a spese dei contribuenti, anche gli artisti polacchi, che ormai Carrara sembra una succursale di Varsavia, alla faccia dei conflitti di interesse! Meno male che il prossimo anno a Carrara ci saranno le elezioni amministrative! Tutti a casa! Cavallucci poi sarà bene che emigri in Polonia.
Io c’ero e francamente trovo estremamente superficiali i vostri commenti, i tipici discorsi da bar di chi contesta solo per il fatto che forse l’arte la conosce poco.
Invece di contestare a tutti i costi io consiglierei di studiare, ma farlo sul serio.
@POLCA: c’ero anch’io. Tuttavia è 15 anni che la Beecroft fa le stesse cose, almeno sul piano della performance. Come saranno gli sviluppi sul marmo è tutto da vedere. Per il resto vedo solo una grande stanchezza. Mi è sembrata un’operazione promozionale per dare smalto a una biennale con qualche grande nome e scarsi contenuti.