03 aprile 2002

fino al 30.IV.2002 Antologia Romana Siena, Galleria Alessandro Bagnai

 
La mostra, curata da Roberto Lambarelli e da Daniela Bigi, direttori della rivista Arte e Critica, presenta una panoramica della situazione artistica maturata negli ultimi dieci anni nella scena romana. Gli artisti infatti sono tutti nati a Roma, e sono emersi nel corso degli anni novanta...

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Ognuno è presente con un’opera per un totale di diciassette lavori che variano sia per tecnica che per soggetto trattati. Si spazia dalle opere di pittura dei più noti Cristiano Pintaldi e Andrea Salvino a quelle dei meno famosi ma comunque interessantissimi Gioacchino Pontrelli e Federico Pietrella. Il primo è presente con Grande fratello creato con la caratteristica tecnica a ‘effetto pixel’.Cristiano_Pintaldi_GrandeFratello_2002 Soggetto sociale antagonista, è invece l’opera a olio di Salvino, un primo piano di un giovane con passamontagna nero, in sintonia con i suoi abituali soggetti (lotta politica anni Settanta) che paiono più che mai attuali. Molto diversi i soggetti delle opere di Pontrelli e Pietrella. L’opera del primo è un interno di una camera da letto: sottili linee verdi disegnano i contorni della stanza e del letto su un fondo nero. Ma l’atmosfera familiare è in realtà carica di ambivalenza . Inquietante la piccola figura di bambina che si staglia sul fondo. Il giovane Federico Pietrella rappresenta invece scene di vita urbana, marciapiedi ,aeroporti, semafori e strisce pedonali. Ma è soprattutto nella tecnica che esprime una forte carica innovativa. Le sue opere sono timbri su tela: ogni timbro porta la data del giorno di esecuzione. La presenza di più o meno timbri crea zone di chiaro-scuro da cui emerge infine l’immagine. L’elaborazione del quadro diventa un segno materiale del tempo esteriore (e interiore per la scelta del soggetto) vissuto dall’autore.
Diversi i lavori fotografici. Da Flight zone di Andrea Malizia a Classe ’65 di Marina Paris. Real Fiction di Gea Casolaro è una doppia composizione di foto. Nella prima riprende l’interno di un bar, nella seconda uno scorcio di un parco. Le foto sono accompagnate da brevi testi descrittivi che contribuiscono a rendere il senso del lavoro dell’artista: ovvero che la realtà “non esiste come oggettività data ma come somma di tutti gli sguardi che la osservano.”
Presenti anche le recenti tecnologie digitali con Divine di Matteo Basilé: ancora un esempio di un’ immagine di sintesi riuscita. Su un disco di Caterina_Notte_DissipatioHumaniGeneri_2001alluminio di colore rosso, il viso di una giovane donna, simile alla dea Kalì, è illuminato da una intensa luce bianca..
Appartengono al panorama delle nuove tecnologie anche i lavori di Caterina Notte (qui presentato uno still da video) e Dafni&Papadatos.
Presenti anche lavori tridimensionali, come la scultura in chewing-gum rosa di Maurizio Savini, e Aureola di Paolo Canevari in gomma di pneumatico.Toni ironici nel lavoro di Kirchoff, come in quello di Adrian Tranquilli, qui presente con un lavoro fotografico, (“Know yourself”). A completare il panorama: Andrea Aquilanti, Rossella Fumasoni e Marco Colazzo.

angela serino


GALLERIA ALESSANDRO BAGNAI, via san girolamo 17, 0577285044, galleriabagnai@tin.it , orario 15.30_19.30, a cura di Daniela Bigi e Roberto Lambarelli

[exibart]

3 Commenti

  1. Si può parlare di una “scuola romana”? E se no, quali sono i motivi di una così significativa percentuale di artisti giovani di spicco del panorama nazionale? Se non altro mi pare significativo che si senta l’esigenza di documentare questa fase storica dell’arte contemporanea a Roma, e mi chiedo perché: critici illuminati? gallerie coraggiose? interesse da parte delle istituzioni? efficace rete di promozione? Magari qualche romano può dire qualcosa a riguardo.

  2. non ci devono essere sempre Puppi, Benassi, e gli altri. mi sembra che lo spessore si trova anche in questi artisti, forse ancora non famosi come i sopracitati.

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