19 maggio 2026

Nel 2027 la Corea dedicherà un’intera Biennale al proprio alfabeto

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Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto, rilanciando l’alfabeto coreano come simbolo identitario

biennale corea
L.A. Urban Noise by Jin Jung

La città sudcoreana di Sejong ha presentato un’anteprima dell’edizione di debutto della Biennale 2027, dedicata a reinterpretare attraverso l’arte contemporanea il suo sistema di scrittura, con artisti da tutto il mondo. La prima edizione della Biennale Internazionale dell’Hangeul si terrà nel 2027 nella città di Sejong, in Corea del Sud, con l’obiettivo di esplorare la ricchezza visiva, plastica e concettuale dell’alfabeto coreano attraverso opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Come anticipazione, è stata presentata la Pre-Biennale Internazionale dell’Hangeul, una mostra con produzioni di 39 artisti di Corea, Regno Unito, Uruguay e Singapore, sotto il motto Drawn Words, Woven Lives (Parole tracciate, vite intrecciate). Installazioni, murales, fotografia, video, disegni, pittura, arte multimediale ed esperienze di realtà virtuale hanno proposto riletture contemporanee dell’hangeul, il sistema di scrittura coreano.

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Artist Kim Do-young

Con l’intenzione di presentare il concept curatoriale, la pre-biennale ha avuto come sede centrale il Jochiwon 1927 Art Center, un edificio che racconta la storia recente della Corea. Fu costruito nel 1927 durante l’occupazione giapponese come fabbrica di seta, funzionò poi come scuola durante la Guerra di Corea e successivamente come spazio industriale fino ai primi anni 2000. Oggi è Patrimonio Culturale Nazionale.

«Sebbene il re Sejong abbia promulgato l’hangeul nel 1446, non divenne un alfabeto di uso quotidiano fino a dopo la liberazione dal dominio giapponese negli anni Quaranta del Novecento. Per questo l’interesse artistico intorno all’alfabeto è relativamente recente. Volevamo creare uno spazio in cui il pubblico potesse avvicinarsi all’hangeul da una prospettiva artistica e vedere come i creatori contemporanei reinterpretano la sua forma e il suo spirito», ha spiegato a exibart la direttrice della biennale, Yang Yoo Jeong.

Sea of Languages

Questo sfondo storico ha ispirato artisti come Vakki, Kim Kia, Default, Kim Hwia e molti altri a rendere omaggio all’alfabeto coreano attraverso opere che attraversano tradizione e sperimentazione. Da qui sono nate opere tanto diverse quanto il murale su grande scala dell’illustratore britannico Mr Doodle, collocato in modo permanente, in cui combina lettere coreane con i suoi caratteristici scarabocchi di punti, curve e linee; o il pezzo di videoarte Hora mágica del collettivo uruguayano La Reconquista, un contrappunto visivo che intreccia paesaggi uruguayani e dipinti popolari coreani per sottolineare il fuso orario di 12 ore che separa i due paesi.

La città scelta per la biennale del 2027 non è casuale. Sejong — a due ore di autobus da Seul — è stata designata “Città della Cultura Hangeul” dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo, e punta a posizionarsi come destinazione per lo studio e la diffusione dell’alfabeto coreano su scala globale. «Stiamo creando un Complesso Culturale Hangeul dove giovani da tutto il mondo possano venire a studiare, socializzare e immergersi nell’onda coreana», ha anticipato il sindaco Choi Minho riguardo al complesso che prevede di inaugurare nel 2030.

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Mr Doodle

Fondata nel 2012 su un territorio vergine come capitale amministrativa del paese, la città prende il nome dal Re Sejong (1397-1450), figura centrale per l’identità coreana e creatore, durante la dinastia Joseon, dell’attuale sistema di scrittura. In origine, l’hangeul era chiamato hunminjeongeum ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997.

La direzione della biennale anticipa che l’edizione 2027 occuperà più sedi e includerà una programmazione notturna estesa che trasformerà l’intera città in un museo a cielo aperto. «Vogliamo che sia una biennale inclusiva e accessibile», ha affermato Yang Yoo Jeong. Per questa nuova fase si prevede di ampliare la partecipazione di artisti internazionali provenienti sia dall’Asia che da altre regioni.

Jochiwon 1927 Art Center

In un paese che ha trasformato la propria industria culturale in politica di Stato, la Biennale del 2027 aggiunge — attraverso l’arte contemporanea — una nuova disciplina al fenomeno Hallyu, o “onda coreana”, che comprende K-Pop, K-drama e K-Beauty, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. L’iniziativa non è casuale, considerando che questo paese di 51 milioni di abitanti possiede una delle economie a più rapida crescita degli ultimi decenni e ha bisogno — principalmente — delle nuove generazioni per alimentarla. L’hangeul è il nucleo stesso dell’identità e dell’espansione globale della Corea, e la biennale punta precisamente a rafforzare quel ruolo.

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