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A più di trent’anni dall’esplosione pop di Jurassic Park, la “dino-mania” continua a incendiare il mercato internazionale del collezionismo. E quest’estate potrebbe raggiungere un nuovo apice: il prossimo 14 luglio, la major Sotheby’s batterà a New York Gus, uno dei più grandi e completi esemplari di Tyrannosaurus rex mai rinvenuti. La stima, compresa tra i 20 e i 30 milioni di dollari, è la più alta mai attribuita a un dinosauro in asta e conferma quanto questi giganti preistorici siano ormai diventati vere e proprie superstar del mercato globale – a metà strada tra reperto scientifico, icona culturale e trophy asset per collezionisti miliardari.
Il nome Gus si aggiunge così a una ristrettissima élite di dinosauri celebri, a partire da quel Sue venduto nel 1997 e oggi al Field Museum di Chicago, fino ad Apex, il fossile record aggiudicato proprio da Sotheby’s nel 2024 per 44,6 milioni di dollari. «Questo esemplare ha richiesto tre anni di scavi e un lavoro quasi ossessivo di documentazione e ricostruzione», ha dichiarato Thomas Heitkamp, presidente di Theropoda Expeditions e scopritore del fossile. «È come affrontare il puzzle più difficile del mondo, con la differenza che prima bisogna trovare tutti i pezzi. Ossa separate per 67 milioni di anni che oggi possiamo rimettere insieme quasi magicamente».

Ed è proprio la completezza di Gus a renderlo eccezionale. L’esemplare, scoperto nel South Dakota durante campagne di scavo tra il 2021 e il 2023, comprende 183 elementi ossei fossili ed è considerato completo per circa il 63% in termini di numero di ossa, una percentuale straordinaria per un T. rex. Ancora più impressionante è lo stato di conservazione del cranio, rappresentato per circa l’82%, incluse tutte le dentature. L’animale, riporta il comunicato di Sotheby’s, doveva essere imponente anche per gli standard della specie: circa 11,5 metri di lunghezza e quasi 4 metri di altezza, con un femore persino più grande di quello del celebre Stan, altro gigante della paleontologia. Tra gli elementi più rari figurano una furcula perfettamente conservata — il cosiddetto “osso della fortuna” — e due piedi quasi completi, dettaglio conosciuto in pochissimi altri esemplari.
Ma “Gus” non è soltanto spettacolare: è anche scientificamente prezioso. Il fossile conserva tracce di antiche ferite, fratture guarite e segni di morsi sul cranio e sullo scheletro, dettagli che raccontano la vita violenta di uno dei predatori più potenti mai esistiti. Una sorta di biografia fossile scolpita nell’osso. Presto in asta, da Sotheby’s.












