22 maggio 2026

L’arte moderna e contemporanea di Farsettiarte, attraverso 10 top lot

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A Prato, Farsettiarte mette in vendita una ricca selezione di opere che raccontano l'arte del Novecento. Da Morandi a Warhol, passando per Casorati, Capogrossi e Dorazio

Giorgio de Chirico, Piazza d'Italia, 1963, olio su tela, cm 40x50

Le imminenti aste di maggio di Farsettiarte sono un racconto del Novecento e dei suoi grandi protagonisti, dal Realismo Magico all’Informale alla Pop Art, e oltre. Li presentiamo in anteprima attraverso 10 highlights del catalogo, prima dei risultati finali di Arte Contemporanea (Prato, Venerdì 29 Maggio 2026, ore 15.30) e Arte Moderna (Prato, Sabato 30 Maggio 2026, ore 16.00).

Carlo Carrà è tra i rappresentanti degli anni ’20: Autunno in Toscana, del 1927, è un paesaggio fatto di volumi solidi e colori caldi, che restituisce una quiete sospesa. Un curriculum importante alle spalle: è appartenuto alla collezione del musicista Alfredo Casella, è stato esposto alla Biennale di Venezia del 1928 e in numerose retrospettive internazionali, ed è emblematico del periodo del “realismo lirico”, in cui Carrà abbandona definitivamente le tensioni metafisiche per approdare a una visione più contemplativa della natura. Una vera opera di qualità museale. Stima € 120.000-160.000.

Carlo Carrà, Autunno in Toscana (Il pagliaio), 1927

Con Giorgio Morandi, Farsettiarte porta all’attenzione dei collezionisti una poetica Natura morta del 1921, degli anni in cui l’artista gravitava nel clima della rivista Valori Plastici. Oggetti essenziali e senza tempo che definiscono un’atmosfera sospesa e meditativa. Il lotto vanta anche un curriculum espositivo importante: è stato incluso nella mostra personale dell’artista presso III Quadriennale di Roma del 1939. Stima: € 1.300.000-1.600.000.

Giorgio Morandi, Natura morta, 1921, olio su tela, cm 36,5×41

Il viaggio nel Novecento continua con Maternità di Felice Casorati, un’opera della maturità dell’artista, tutta costruita su equilibri e una gamma cromatica compassata. Qui la madre si impone per la sua costruzione rigorosa e silenziosa, in cui la figura è isolata in uno spazio mentale più che fisico. Stima € 75.000-95.000.

Un’altra still life, ma più inquieta: in catalogo a Prato anche la Natura morta con caffettiera (1924) di Filippo de Pisis, caratterizzata dalla pennellata vibrante dell’artista, che lascia emerge gli oggetti, come impressioni fugaci, precarie, come sogni incredibilmente reali. Gli esperti della casa d’aste sottolineano inoltre il dialogo dell’artista con la pittura francese, in particolare con una sensibilità post-impressionista filtrata attraverso un gusto tutto italiano per la sintesi e l’eleganza. Stima € 25.000-35.000.

Filippo de Pisis, Natura morta con caffettiera, 1924

Emblematiche anche le opere di Giorgio de Chirico. Farsettiarte propone tra le altre San Giorgio, del 1920, con una figura stante in posa classica che si staglia su un nitido cielo blu: per nitidezza dei colori e abilità tecnica, sembra quasi rivaleggiare con i Kouros della Grecia classica e i pittori del Primo Rinascimento. Del 1923 è anche la natura morta I frutti dell’autunno – un’altra storia espositiva importante, vanta la presenza alla Biennale romana del 1923, in cui i frutti disposti su un drappo si stagliano su uno sfondo marino che introduce una profondità spaziale inattesa. Mentre Piazza d’Italia, del 1963, è uno dei soggetti più iconici della pittura metafisica, tra i più richiesti dal collezionismo internazionale. Quest’ultimo è in catalogo con una stima di € 220.000-320.000.

Tra le opere più preziose in catalogo, a Prato, sarà esitata la Superficie 590 di Giuseppe Capogrossi, dove il modulo ripetuto – che dà vita a un campo ritmico, quasi una scrittura arcaica e universale – non è mera decorazione, ma struttura primaria. Stima € 400.000-600.000

Giuseppe Capogrossi, Superficie 590, 1950, olio su tela, cm 120×80

C’è anche il forte contrasto bianco-nero, in formato orizzontale, di Battaglia navale di Emilio Vedova, del 1952-53, tra le opere più intense del suo primo periodo informale, che condensa la violenza gestuale e la tensione politica della pittura di Vedova. Anche in questo caso, non si tratta di una rappresentazione narrativa, ma di un’esperienza visiva immersiva, in cui il gesto pittorico si carica di valenza esistenziale.

Una superficie attraversata da una trama di segni cromatici che si intrecciano e si sovrappongono, generando un campo visivo in continua espansione, e lascia trapelare quasi squarci di luce. Dove il colore perde ogni funzione descrittiva per diventare energia pura. Ecco Entrez S.V.P. Porta 17 di Piero Dorazio, del 1958-59: non si tratta di una composizione chiusa, ma di uno spazio aperto, dove il ritmo lineare costruisce una percezione vibrante e instabile, quasi musicale. Ancora un otto con pedigree straordinario: l’opera vanta una storia espositiva di rilievo internazionale, con la partecipazione alla XXX Biennale di Venezia del 1960, e poi l’esposizione in importanti sedi europee come Düsseldorf e Colonia. Stima € 300.000-400.000.

Andy Warhol, Vegetable Soup, Campbell’s Soup I, 1968

Non solo grandi nomi italiani. La rassegna di Farsettiarte include anche la Pop Art di Andy Warhol, di cui è posta all’incanto una rarissima serigrafia della prima serie delle iconiche Campbell’s Soup, del 1968 (Vegetable Soup, Campbell’s Soup I). Una delle iconiche ripetizioni seriali con cui Warhol trasforma un oggetto quotidiano in immagine universale, e popolare. Stima: € 25.000-35.000.

Chiude il cerchio Mimmo Rotella, in catalogo con il capolavoro Venus, del 1961: si tratta di un raro décollage su tela proveniente dalla storica Galleria La Salita di Roma. La tecnica è quella dello strappo, con cui Rotella interviene su manifesti pubblicitari preesistenti, lacerandoli e ricomponendoli in una nuova immagine frammentata e stratificata. L’opera mette in scena la crisi dell’immagine nella società contemporanea: ciò che originariamente era comunicazione visiva diventa residuo, traccia, memoria consumata. Il gesto dello strappo non è distruttivo ma rivelatore, perché porta alla luce i livelli nascosti dell’immagine urbana, trasformando il consumo in linguaggio artistico. Stima € 80.000-120.000.

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