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Una Boccata d’Arte, progetto diffuso

Prende il via dal 20 giugno la settima edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso di arte contemporanea nato nel 2020 da un’idea di Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, e sviluppato ogni anno attraverso il coinvolgimento di 20 artisti e artiste italiani e internazionali invitati a realizzare interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ciascuna regione. Con questa edizione Una Boccata d’Arte raggiunge il traguardo di 140 interventi realizzati in 140 borghi italiani e consolida consolida un cambiamento di paradigma già emerso negli ultimi anni: il passaggio da una temporalità legata all’evento a una pratica di permanenza, ritorno e relazione continuativa con i territori. Le residenze degli artisti si estendono, i processi si dilatano, le opere vengono riattivate nel tempo e il progetto assume sempre più la forma di una infrastruttura culturale diffusa, costruita attraverso legami durevoli tra artisti, comunità e luoghi.
Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità, MAR – Museo Archeologico Regionale, Aosta

Dal 20 giugno al 25 ottobre il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità, mostra a cura di Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, che concentra l’attenzione soprattutto sulla dimensione poetica del messaggio biblico e del Cantico dei Cantici, proponendo al tempo stesso percorsi di ricerca meno indagati. Dedicata all’ all’universo creativo di Marc Chagall, la mostra riunisce 120 opere tra dipinti, sculture, gouache, disegni, incisioni, libri e ceramiche realizzate tra il 1922 e il 1980, che pongono in evidenza il legame profondo tra spiritualità, poesia e creazione artistica, tema centrale nell’opera dell’artista.
Harry Gruyaert, Retrospettiva, CAMERA, Torino

Inaugura il 18 giugno, ed è in programma fino al 4 ottobre, Retrospettiva, la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Harry Gruyaert, tra i più innovativi autori della fotografia contemporanea. Curata da François Hébel, la mostra è costruita secondo un percorso cronologico, l’esposizione si apre con i TV shots, un’esperienza unica di dialogo tra le prime televisioni a colori e la fotografia. Il percorso illustra l’evoluzione del suo linguaggio grafico, influenzato dai numerosi viaggi, nei quali ogni Paese si distingue, ai suoi occhi, per specifiche qualità cromatiche. La sua ricerca artistica ha inoltre beneficiato dell’evoluzione delle tecniche fotografiche, dal film Kodachrome e dalla stampa Cibachrome del XX secolo fino alle ampie possibilità offerte dal digitale nel XXI secolo.
Werner Jeker. Photo-Typo, CAMERA, Torino

Dal 18 giugno al 4 ottobre, la Project Room di CAMERA ospita Photo-Typo, mostra curata da François Hébel e dedicata a Werner Jeker, figura di riferimento internazionale nel campo del grafica applicata alla fotografia che ha rivoluzionato rivoluzionato il campo dell’affissione sviluppando un linguaggio visivo dove immagine e tipografia dialogano in perfetto equilibrio. Il percorso espositivo raccoglie una selezione significativa dei suoi lavori, mettendo in luce un approccio unico, ovvero un intervento calibrato sull’immagine, che ne preserva l’integrità documentaria mentre ne amplifica la forza visiva attraverso la relazione con il testo. Il risultato sono manifesti che incorporano l’immagine fotografica come elemento strutturale della composizione.
Arjan Martins. O Estrangeiro. 35º30’54” N, 12º34’48” E, Fondazione ICA, Milano

Dal 12 giugno al 24 luglio Fondazione ICA presenta O Estrangeiro. 35º30’54” N, 12º34’48” E, mostra personale di Arjan Martins, artista afro-brasiliano tra le voci più rilevanti della scena internazionale contemporanea, a cura di Alberto Salvadori. La mostra raccoglie una selezione di opere che articolano un linguaggio pittorico in cui convivono cartografia e narrazione, simbolo e figura. Imbarcazioni, strumenti di navigazione, corpi e paesaggi si dispongono nello spazio della tela come elementi di una geografia instabile, dove il tempo non è lineare ma circolare. I dipinti, che mettono in scena un attraversamento poetico e politico dell’Atlantico come spazio di memoria, conflitto e trasformazione, sembrano emergere da una dimensione anacronica: non documentano il passato, ma lo riattivano, mettendo in tensione storia e contemporaneità.
Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo, Palazzo Reale, Milano

Promossa da Comune di Milano Cultura, la mostra Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo riporta Aurelio Amendola a Palazzo Reale di Milano a trent’anni dalla mostra personale Cappelle Medicee (1995). In programma dal 16 giugno al 6 settembre, il progetto raccoglie 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, per celebrare gli aspetti più emblematici della ricerca di Amendola , figura centrale della fotografia d’arte contemporanea che, con il suo sguardo sensibile e intenso, si distingue per la capacità di attraversare la storia dell’arte e trasformare la luce in racconto. Dalle sculture immortali di Michelangelo Buonarroti, Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova , fino alla forza espressiva del contemporaneo rappresentata da Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch, al cuore della mostra risalta il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare, attraverso il proprio obiettivo, con alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte.
Paolo Troilo. The Breach. Il muro rompe il silenzio, Palazzo Reale, Milano

Dal 18 giugno al 13 settembre Palazzo Reale accoglie The Breach. Il muro rompe il silenzio, una mostra site-specific curata da Marco Meneguzzo che porta le suggestive opere del pittore Paolo Troilo – inventore del finger painting iperrealista – nelle stanze dell’Appartamento dei Principi. Attraverso le opere in mostra a parlare sono la storia dell’edificio e i protagonisti che ne hanno abitato le stanze. Da Leonardo da Vinci, a cui Troilo ha dedicato una rivisitazione dell’Uomo Vitruviano dipinta in occasione del 500esimo anniversario della scomparsa dell’artista, a Margherita di Savoia e Maria José, prima e ultima regina consorte d’Italia; dai Visconti, che fecero dell’antico palazzo medievale la sede della loro Signoria, fino a Napoleone Bonaparte, che qui volle la Reggia del suo Regno d’Italia il progetto si configura come un coro polifonico di voci che evocano le glorie passate e insieme sollevano interrogativi sulla complessità del nostro mondo.
Il primo Picasso di Milano. Un moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale, Museo del Novecento, Milano

Fino al 27 settembre il Museo del Novecento presenta un progetto di ricerca volto ad indagare l’importanza politica e sociale della prima opera di Picasso entrata a far parte delle collezioni del Comune di Milano. Il primo Picasso di Milano. Un moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale ricostruisce la vicenda di Homme assis di Pablo Picasso, primo dipinto dell’artista a entrare nelle collezioni civiche milanesi nel 1972. Attraverso fotografie, documenti e materiali d’archivio, il percorso racconta come il “Moschettiere” picassiano sia divenuto un simbolo politico e culturale tra Parigi del Salon de Mai, la Cuba rivoluzionaria del Salón de Mayo e la Milano delle mobilitazioni antifranchiste. Al centro della narrazione emerge la grande iniziativa del 1972 Amnistia. Que trata de España, ospitata a Palazzo Reale nel marzo 1972 grazie al sostegno del Comune di Milano, dei sindacati italiani e delle Comisiones Obreras spagnole. La mostra propone così una rilettura del Picasso tardo non solo come maestro, ma anche come protagonista di una rete internazionale di impegno civile, dove arte, politica e diplomazia culturale si intrecciano profondamente.
Fosbury Architecture e Claire Fontaine. Tabula Piena, Palazzo della Ragione, Bergamo

Fino al 18 ottobre, a Palazzo della Regione, la GAMeC presenta Tabula Piena, un’installazione site specific di Fosbury Architecture e Claire Fontaine contesto di Pedagogia della Speranza, il programma dedicato all’educazione come pratica di libertà e trasformazione. L’intervento trasforma la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in uno spazio di incontro e produzione di conoscenza condivisa grazie anche al contributo di Adelita Husni Bey, URPS (Ufficio Resurrezione Parole Smarrite) e Numero Cromatico. Fosbury Architecture ha progettato una piattaforma laboratoriale coinvolgendo anche bambini/e, adolescenti e giovani di 13 classi che si completa con cinque sculture luminose sospese che riproducono delle emoji realizzate da Claire Fontaine e si configurano come un dispositivo di unlearning, che invita a disimparare abitudini consolidate e automatismi acquisiti per aprire nuovi spazi di consapevolezza critica.
Federica Balconi. Guastafeste, PLATEA | Palazzo Galeano, Lodi

Dopo l’apertura della programmazione di Fivefold Tuning con | senza | soluzione di continuità di Liliana Moro, la prima giovane artista a entrare in scena è Federica Balconi, che ha concepito la scultura Guastafeste, che si configura come un’opera che, nella sua comparsa nello spazio con un’attitudine ironica e spiazzante per colore, forma e postura, instaura una felice relazione con | senza | soluzione di continuità, non senza interferire con il suo rigore formale. Elemento quasi residuale, finito lì all’improvviso dopo un qualche festeggiamento nella piazza antistante, l’opera è la rivisitazione scultorea di un festone che si prende spazio di azione e riposo aggiungendo alla natura permeabile e collettiva dell’intero un pizzico di gioco e di irriverenza.
ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE, Fondazione Marcello Morandini, Varese

Dal 21 giugno giugno al 20 dicembre la Fondazione Marcello Morandini presenta ANTONIO BARRESE: MORFOLOGIE DI LUCE, mostra a cura di Stefania Gaudiosi, dedicata a uno dei protagonisti italiani della ricerca artistica tra arte, scienza e progetto, fondatore e anima del Gruppo MID (Mutamento Immagine Dimensione) che ha sviluppato, sin dagli anni ‘60, una poetica che unisce progettualità scientifica, tensione estetica e sperimentazione tecnologica, anticipando molte delle attuali riflessioni sul valore trasformativo e anticipatorio della ricerca artistica. Il percorso presenta una selezione di immagini e opere interattive che indagano la luce come materia formale e concettuale, elemento generativo dello spazio e veicolo di potenziamento cognitivo. Alla base del lavoro artistico di Barrese c’è l’idea che arte, scienza e progettazione siano profondamente collegate e condividano la stessa missione: immaginare e anticipare il mondo che desideriamo costruire.
Frida Kahlo | A Revolutionary Life, Teatro Ristori, Verona

Fino all’11 ottobre il Teatro Ristori di Verona ospita Frida Kahlo | A Revolutionary Life, creazione immersiva firmata da Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi e Vittorio Guidotti. Le immagini, realizzate con tecniche miste, spaziano dal disegno a mano all’intelligenza artificiale, effigiando uno straordinario poema visivo che si dipana in un potente affresco cinetico, capace di restituire al pubblico quell’insieme di arte folklorica, surrealismo, misticismo e realismo magico che caratterizzano la sorgente creativa a cui ha attinto Frida Kahlo, ben rappresentata nella incredibile serie rivelatrice di autoritratti. Non una esposizione cronologica dei diversi stili attraversati dall’artista nel corso della sua esistenza, quindi, ma una crasi tra elementi solo apparentemente contraddittori e capaci in realtà di illuminarsi vicendevolmente.
Futurism: Prophecy and Revolution, Centro Culturale A. Bafile, Caorle

Dal 5 giugno al 6 settembre, a Caorle, il Centro Culturale A. Bafile, ospita Futurism: Prophecy and Revolution, mostra a cura di Matteo Vanzan, che raccoglie una selezione di 60 opere – provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche come il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica G. Caproni di Trento – per raccontare il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu, in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche la vita stessa. Il percorso, che combina pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste, propone un ampio sguardo sul Futurismo come fenomeno unitario e trasversale, raccontandone non solo la portata estetica, ma soprattutto la forza visionaria e rivoluzionaria che ne fece uno dei movimenti più influenti e controversi del XX secolo.
Elliot Erwitt. Icons. JMUSEO, Jesolo

Apre il 13 giugno, ed è in programma fino al 18 ottobre, al JMUSEO di Jesolo, Elliot Erwitt. Icons, mostra a cura di Biba Giacchetti, dedicata a Elliott Erwitt (1928-2023), uno dei più importanti fotografi del XX secolo, capace di raccontare il mondo con ironia, sensibilità e uno sguardo profondamente umano. Il percorso espositivo comprende una selezione di 80 immagini tra le più celebri della carriera di Elliott Erwitt diventate vere e proprie icone della fotografia contemporanea. Attraverso scatti in bianco e nero di straordinaria eleganza visiva, la mostra accompagna il visitatore in un viaggio tra momenti storici, scene di vita quotidiana, ritratti di personalità celebri e situazioni osservate con quell’ironia sottile che ha reso Erwitt uno dei fotografi più amati al mondo.
Resistere, Bassano Del Grappa

Resistere, la rassegna letteraria organizzata da Libreria Palazzo Roberti in collaborazione con la Città di Bassano del Grappa che anima luoghi come Castello degli Ezzelini, Palazzo Roberti e Piazza Libertà con dodici eventi dedicati ad attualità, politica, storia, arte e fotografia, dà il via alla sua decima edizione nelle giornate dell’11, 12, 13 e 14 giugno. Nel suo ambito, il 12 giugno, Steve McCurry, uno dei fotografi più celebri e amati al mondo, sarà protagonista di una serata durante la quale il pubblico sarà accompagnato nella scoperta del suo universo visivo, con le immagini proiettate sul palco, e il giornalista e scrittore Mario Calabresi.
Di quadro in quadro. L’arte della citazione, MART, Rovereto

Per citazione si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. È questa la premessa che fa da sfondo a Di quadro in quadro. L’arte della citazione, la nuova mostra in apertura al Mart il 13 giugno e in programma fino all’1 novembre. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente, e si prosegue con grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, insieme a suggestivi dialoghi tra epoche diverse, e agli artisti contemporanei tra cui Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.
Erik Saglia. Fly-by, Museo Arte Contemporanea, Cavalese

Fly-by, titolo della nuova mostra personale di Erik Saglia al Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, con la curatela di Elsa Barbieri, prende ispirazione dal linguaggio dell’astronautica e si riferisce al sorvolo ravvicinato che satelliti e sonde compiono ad alta velocità in prossimità di un pianeta o di un corpo celeste. Si tratta spesso di un primo approccio esplorativo in grado di raccogliere dati essenziali e aprire nuove prospettive di indagine. In questa chiave il progetto espositivo, che comprende una selezione di circa quaranta opere alcune delle quali inedite e site specific, si sviluppa come un attraversamento dell’ambiente museale, inteso come nuovo campo di osservazione e intervento, dove «la verità del quadro» si genera dinamicamente nello scarto temporale e prospettico del continuo passaggio dei visitatori.
Animacies, Kunsthaus Merano Arte, Merano

Dal 14 giugno all’11 ottobre la Kunsthaus Merano Arte presenta Animacies, progetto espositivo collettivo a cura di Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi che riunisce opere di Bekhbaatar Enkhtur, Shivanjani Lal, Mai Ling, Chathuri Nissansala, Elia Nurvista, Ashfika Rahman e Jennifer Tee per proporre una riflessione sulle relazioni tra materia, memoria, identità e potere, guardando criticamente a forme di contrapposizione binaria come quelle tra animato e inanimato, soggetto e oggetto, umano e non umano. Le opere in mostra affrontano temi legati alle eredità coloniali, alle migrazioni, alle appartenenze culturali e alle forme di resistenza, esplorando la potenza culturale, politica, simbolica e spirituale della materia. Animacies propone così uno sguardo plurale e relazionale sulla contemporaneità, assumendo la materia stessa come strumento critico per ripensare la storia e le sue narrazioni dominanti.
Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900-1970), MIC, Faenza

In programma al MIC di Faenza, dal 20 giugno al 10 gennaio 2027, Nordic Table Design. Una silenziosa rivoluzione femminile (1900-1970) presenta circa quarantacinque designer, artiste e intellettuali donne del periodo compreso tra il 1900 e il 1970, raccontando una nuova storia del design, fatta di molteplici voci, sullo sfondo della lotta per la parità dei diritti. Con un gran numero di pezzi artistici di alta qualità, in parte in produzione prestati da aziende, in parte pezzi storici provenienti da collezioni private e musei, la mostra, curata da Fabia Masciello, ripercorre il lavoro e le condizioni lavorative di queste donne che, con un approccio al design umanistico e tipicamente femminile e una conoscenza diretta delle esigenze domestiche, hanno realizzato una “rivoluzione silenziosa” nel modo di concepire la tavola e, più in generale, nella vita delle donne.
Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce, MAMbo, Bologna

Dal 26 giugno al 4 ottobre il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta all’interno della Project Room Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce, progetto vincitore del bando Strategia Fotografia 2025. La mostra, curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli, documenta il sodalizio intellettuale e creativo nato dalla collaborazione tra Luigi Ghirri, fotografo tra i protagonisti della scena contemporanea internazionale, e Gianni Celati , critico, traduttore, scrittore e cineasta. Al centro del percorso espositivo è esposto un ampio corpus di fotografie realizzate da Luigi Ghirri tra il 1989 e il 1991, durante i sopralluoghi e la lavorazione di Strada Provinciale delle Anime, il primo lungometraggio diretto da Gianni Celati che rappresenta lo sviluppo cinematografico di quell’esplorazione del paesaggio padano cominciata con il successo letterario di Verso la foce (1989).
Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città, Museo Civico Medievale, Bologna

In programma fino al 6 settembre, la mostra Aemilia Ars per Bologna. L’arte e la città affonda le radici nella società per azioni Aemilia Ars, fondata il 3 dicembre 1898 a Bologna per divulgare un progetto innovativo nell’ambito dell’ideazione e della produzione artistica e artigianale. Nel giro di pochi anni al nome Aemilia Ars si associa l’idea di un gusto rinnovato e moderno, aggiornato sulle novità del Liberty internazionale prima e dell’Art Déco poi, ma che si radica nel recupero dei modelli decorativi propri dell’arte medievale e rinascimentale. L’esposizione, che si inserisce nell’ambito di di Bologna Portici Festival e Bologna Estate 2026, documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di formazione della manodopera.
Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna, Fondazione Conti|Palazzo Cucchiari, Carrara

Dal 26 giugno al 25 ottobre Palazzo Cucchiari di Carrara ospita Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna, a cura di Massimo Bertozzi, che propone uno sguardo di genere su un lato poco noto dell’universo artistico a cavallo tra XIX e XX secolo. Con una selezione di 131 opere, provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche italiane, e la firma di 42 artiste, tra cui Antonietta Raphael, Adriana Pincherle e Leonor Fini a cui si aggiungono tre dipinti di Giacomo Balla e ben quattro opere di Felice Casorati, la mostra si propone come un percorso fondato sull’intreccio di molte storie a cominciare dalle “pioniere” – vere protagoniste della mostra e qui definite le Signore dell’arte, senz’altra specificazione – figlie, mogli o compagne di.. – nella piena e libera esplicitazione del loro personale innegabile talento.
Migneco. Realtà e visione, Villa Bertelli, Forte dei Marmi

Fino al 27 settembre Villa Bertelli, a Forte dei Marmi, ospita Migneco. Realtà e visione, mostra curata da Elena Pontiggia e dedicata a dedicata a Giuseppe Migneco. Il percorso espositivo, che comprende 22 dipinti realizzati dal 1939 al 1988, intende introdurre il visitatore al particolare espressionismo dell’artista e muove dal periodo di “Corrente”, il movimento milanese di cui Migneco è stato un protagonista, e giunge ai suoi ultimi lavori, ricordando anche la lunga frequentazione di Forte dei Marmi dell’artista. Tra le tematiche principali, la riflessione sull’uomo, svolta con la maggior crudezza possibile, anche attraverso alcuni emblematici autoritratti (Autoritratto, 1941; Autoritratto con Luca, 1962-63; Autoritratto, 1980-85), cui fa da contrappunto un’idea maestosa della natura, vista come una inesauribile fonte di vita e di energia, nonostante la violenza cui spesso è sottoposta.
Gianni Pettena. Paper/Cosmic Breeze, Manifattura Tabacchi, Firenze

Dall’11 giugno al 16 settembre Manifattura Tabacchi presenta Paper/Cosmic Breeze, installazione di Gianni Pettena, a cura di Davide Giannella, originariamente realizzata nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design, e recentemente esposta per la prima volta in Italia a Milano, in BiM. Con Paper/Cosmic Breeze Pette realizza un’architettura effimera e mutevole costituita da lunghe strisce di carta sospese dal soffitto che saturano completamente l’ambiente. Il pubblico è invitato a ritagliare il proprio percorso attraverso lo spazio utilizzando delle forbici: elemento centrale dell’opera è infatti il ruolo attivo dello spettatore, che non si limita a osservare, ma diventa parte integrante del processo creativo. L’intervento luminoso è invece firmato da Specific, collettivo fondato all’interno di BiM dagli artisti Patrick Tuttofuoco e Andrea Sala, dal regista e autore Nic Bello e dalla food designer Alessandra Pallotta, a cui si sono successivamente aggiunti gli artisti Marco Bruzzone, Gabriele Bianchi e Martina Ferrari, insieme alla project manager Maria Elena Morganti. Paper/Cosmic Breeze inaugura quindi il palinsesto di mostre di Motel, che rinnova l’offerta culturale di Manifattura Tabacchi con un ricco programma di esposizioni, happening ed eventi.
Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo, Palazzo Bisaccioni, Jesi

Dal 12 giugno al 22 novembre Palazzo Bisaccioni dedicata a Fidel Castro Ruz la mostra Fidel: storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo, curata da Mauro Tarantino, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, e René González Barrios, direttore del Centro Fidel Castro Ruz e amico personale di Fidel e pensata per commemorare il centenario della sua nascita e il decimo anniversario della sua scomparsa, offrendo un’occasione di riflessione storica sulla sua figura e sul suo lascito. Il percorso espositivo è organizzato in sezioni, predisposte in ordine cronologico, che accompagnano il visitatore lungo le diverse fasi della vita e dell’esperienza politica di Fidel Castro. Ogni momento è documentato attraverso fotografie, documenti, oggetti personali e testimonianze audiovisive, che permettono di osservare i successi, le difficoltà e le decisioni prese in condizioni estreme. La mostra offre un ritratto completo e approfondito di un leader la cui vita e azione politica si intrecciarono indissolubilmente con gli eventi mondiali del XX secolo con l’obiettivo di restituire la complessità di un percorso umano che attraversa quasi un secolo di storia, tra sfide politiche, sociali e culturali.
Marinella Senatore. The School of Narrative Dance, MAXXI, L’Aquila

Dal MAXXI L’Aquila a Piazzale Collemaggio, il 7 giugno Marinella Senatore trasforma la città in un palcoscenico diffuso, capace di restituire alla collettività un ruolo attivo nella costruzione di senso, identità e comunità. La performance nasce come scuola di storytelling itinerante, fondata sull’emancipazione, l’inclusione e l’autoformazione e diventa occasione per riflettere sul concetto di opera d’arte come forma espressiva partecipata, in grado di incidere sulla fisionomia del territorio e sulle dinamiche sociali che lo attraversano. Dopo la performance, fino al 13 settembre, la project room del museo ripercorre oltre un decennio di ricerca, dal 2014 al 2026, attraverso le opere di Senatore entrate nella Collezione MAXXI con un itinerario che racconta la crescita e la diffusione internazionale di una pratica artistica originale e collettiva, evidenziando al contempo le eredità e le testimonianze dell’esperienza della SOND L’Aquila.
Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960, MAXXI, L’Aquila

Con la curatela di Mario Centofanti, Raffaele Giannantonio e Andrea Mantovano, la mostra Convergenze e continuità. Architetture e paesaggi urbani in Abruzzo 1930-1960 – in programma dal 20 giugno al 18 ottobre – una storia fatta di architetture, città e trasformazioni. L’esposizione, ospitata negli spazi appena restaurati di Palazzo ONMI, ex asilo nido di viale Duca degli Abruzzi e testimonianza dell’edilizia pubblica degli anni Trenta, prende avvio proprio da quel decennio per sviluppare una narrazione continua del paesaggio urbano abruzzese e accompagna il visitatore attraverso le trasformazioni delle città, seguendo i passaggi chiave dei processi di crescita e ridefinizione dello spazio urbano. Architetture, episodi emblematici e dialoghi con la produzione artistica restituiscono l’evoluzione del linguaggio moderno in Abruzzo, fino agli anni Sessanta del Novecento, offrendo uno sguardo d’insieme sulle forme e sulle idee che hanno modellato il territorio.
L’Ecce Homo di Antonello da Messina arriva al Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), L’Aquila

Nell’ambito del suo percorso di Capitale della Cultura 2026, dall’8 giugno L’Aquila accoglie presso il Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA) l’Ecce Homo di Antonello da Messina, straordinario capolavoro del Quattrocento rinascimentale, recentemente acquisito al patrimonio dello Stato dal Ministero della Cultura. L’opera, esposta per la prima volta in Italia al Senato della Repubblica lo scorso marzo, arriva all’Aquila dopo una verifica dello stato conservativo e dopo alcuni interventi preliminari finalizzati alla valorizzazione museale dell’opera effettuati dall’Istituto Centrale per il Restauro, e trova trova nell’istituto museale aquilano la sua residenza definitiva e stabile, dando il via a un percorso strategico che valorizzerà maggiormente il patrimonio culturale dell’Abruzzo all’interno del Sistema Museale Nazionale.
Ugo La Pietra. Alla finestra, Fondazione La Rocca, Pescara

Dal 16 giugno al 3 ottobre la Fondazione La Rocca ospita Alla finestra, mostra dedicata a Ugo La Pietra, artista, architetto di formazione e ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive, tra i principali protagonisti della scena artistica e progettuale italiana del secondo Novecento. Curata da Giacinto Di Pietrantonio e concepita per gli spazi della Fondazione, l’esposizione raccoglie circa 70 opere, tra lavori bidimensionali, acrilici su tela, fotomontaggi, acquerelli su carta, e tridimensionali, ceramiche e arazzi che si articolano in sei sezioni. L’intero percorso sviluppa uno dei nuclei centrali della ricerca di La Pietra, ovvero il rapporto tra interno ed esterno, attraverso la figura della finestra, intesa come soglia tra spazio privato e pubblico e come dispositivo di visione, restituendo la complessità di una ricerca che attraversa discipline e linguaggi e continua a interrogare il nostro modo di stare nello spazio.
METAMORFOSI. Ovidio e le arti, Galleria Borghese, Roma

Apre il 23 giugno, ed è in programma fino al 20 settembre, alla Galleria Borghese, Metamorfosi. Ovidio e le arti, un grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam, con la curatela di Francesca Cappelletti e Frits Scholten, e ideato a partire da un dialogo scientifico condiviso tra le due istituzioni. La mostra esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino. Il percorso restituisce una visione del mondo in cui dei, uomini e natura condividono un destino di trasformazione continua proponendo una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento, evocativa della tensione tra ordine e trasformazione, attraverso una selezione di grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di epoche più vicine a noi, tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi.
Gabriele Silli. Immenso Spermatozoo Sottomarino, Fondazione D’Arc, Roma

Dal 14 giugno al 27 settembre la Fondazione D’Arc ospita Immenso Spermatozoo Sottomarino, mostra personale di Gabriele Silli, a cura di Giuliana Benassi, che presenta la recente ricerca dell’artista con due grandi installazioni site-specific insieme a delle opere scultoree che, come una punteggiatura, si mescolano con l’allestimento della collezione permanente. Il titolo della mostra allude incontrovertibilmente all’origine della vita, rovesciandone la sua drammaturgia filosofica e biologica, in una visione grottesca che si configura come una specie di sottomarino affiorante nei territori della Fondazione, portatore di alghe, detriti e spoglie provenienti da un mondo abissale. Nel percorso le opere approfondiscono visivamente la suggestione di ciò che riaffiora da un altrove non meglio identificabile se non in un’ambigua metafora che intreccia la dimensione del subacqueo e quella del subconscio.
Miriam Cahn. Ciò che mi guarda, MACRO, Roma

Ciò che mi guarda è la prima grande retrospettiva museale dedicata all’artista Miriam Cahn in Italia, a cura di Cristiana Perrella, in programma dall’11 giugno al 15 novembre. Miriam Cahn è oggi riconosciuta come una delle voci più urgenti e necessarie dell’arte contemporanea internazionale: la sua opera attraversa oltre cinquant’anni di ricerca con una coerenza etica e formale rara. Il corpo umano, la violenza, il desiderio, la vulnerabilità e la guerra costituiscono i nuclei centrali di una pratica che rifiuta ogni estetizzazione del dolore e ogni compromesso. Il progetto espositivo al MACRO occupa la sala principale del museo e riunisce oltre 100 opere che coprono l’intera traiettoria dell’artista, dalla fine degli anni ’70 ai lavori più recenti. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma si articola in costellazioni tematiche che mettono in luce la continuità delle sue ossessioni formali e politiche: la rappresentazione del corpo femminile, la denuncia della violenza bellica, la dimensione erotica come atto di resistenza.
Premio Paul Thorel. Le imperfezioni, MACRO, Roma

Dall’11 giugno al 30 agosto il MACRO ospita la terza edizione del Premio Paul Thorel, intitolato Le imperfezioni. Le imperfezioni che danno il titolo alla mostra, femminili e plurali, sono un antidoto alla perfezione prevedibile della macchina, al tempo accelerato, alla computazione che penetra ogni aspetto della vita umana, anche la creazione del mondo in cui viviamo – a una macchina che è diventata ormai anche identità e conoscenza. Le artiste vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel sono Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi: le loro opere ci riportano a una dimensione umana, dove le strategie di creazione artistica passano per il do it yourself, il fai da te, che non è mai perfetto anche quando tecnologico, e all’astrazione e all’esattezza dei dati si sostituiscono errori, scarti, materiali fisici e organici.
Maria Lai. Essere è tessere, MADRE, Napoli

In collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai, la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – museo Madre apre al pubblico dal 25 giugno al 21 settembre la mostra Maria Lai. Essere è tessere, dedicata a una delle traiettorie artistiche più singolari dell’Italia del dopoguerra. Il progetto espositivo, curato da Mónica Amor e Carlos Basualdo, si articola lungo oltre sei decenni e ripercorre le trasformazioni materiali, formali e concettuali attraverso cui l’artista ha ridefinito il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva. Il percorso è organizzato secondo un percorso al tempo stesso cronologico e tematico e mette in primo piano la costante sperimentazione di Lai con assemblage, tessile, cucitura, collage e oralità, situando al contempo il suo lavoro all’interno di più ampi dibattiti sull’astrazione, la materialità, il femminismo e la crisi dell’oggetto artistico nell’Italia del dopoguerra.
Vincenzo Agnetti. Mostra Premio Pascali 1973, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare

Nel centenario della nascita di Vincenzo Agnetti, la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare dedica all’artista la grande mostra Vincenzo Agnetti – Mostra Premio Pascali 1973, curata da Gaspare Luigi Marcone e in programma fino al 27 settembre. Il percorso assume un valore storico e filologico particolarmente rilevante: ricostruisce il momento in cui Agnetti ottenne il riconoscimento in cui Agnetti vinse il III Premio Nazionale Pino Pascali nel 1972 e rievoca rievoca anche la personale che l’artista tenne alla Pinacoteca Provinciale di Bari nel 1973. Il progetto espositivo alterna dunque ricostruzione documentaria e immersione ambientale e restituisce la complessità teorica e linguistica dell’opera dell’artista milanese anche attraverso le opere realizzate tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, accanto a lavori storici come Autotelefonata (1972), 14 proposizioni (1972), Identikit (1973) e il monumentale Progetto per un Amleto politico (1973).
La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol, Real Albergo dei Poveri – Museo Riso, Palermo

Dal 12 giugno al 27 dicembre Palermo accoglie La forma consumata. Arman, Rotella, Warhol, una mostra che rilancia, con la forza di lavori originali provenienti da collezioni private, una delle conversazioni più fertili del secondo Novecento, quella tra la Pop Art americana e il Nouveau Réalisme europeo. Il percorso riunisce 81 opere, di cui 35 lavori di Warhol, tra acrilici e serigrafie su carta e tela, inclusi esemplari unici come Hammer & Sickle (1977); 18 accumulazioni e sculture di Arman; 27 opere di Rotella tra décollage, artypo e riporti fotografici; e Rejected Flowers, accumulazione di serigrafia su carta realizzata a quattro mani da Arman e Warhol nel 1970. Curata da Alberto Fiz con la collaborazione di Edoardo Falcioni, la mostra propone una riflessione sul consumo dell’immagine nella società contemporanea, che mette in relazione tre figure centrali del secondo Novecento, offrendo una prospettiva inedita su tre protagonisti del secondo Novecento e una chiave di lettura particolarmente attuale sulla civiltà mediatica.












