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Padiglione Tanzania: i progetti speciali di Sasha Vinci e Ciro Palumbo a Venezia
Mostre
di redazione
Il racconto profondo di una nazione si alimenta sempre di frequenze “minori” e sguardi attenti, capaci di intercettare le inquietudini del contemporaneo: è da questa consapevolezza che prende il via il palinsesto degli Eventi Speciali – Diary del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.
Sotto la direzione scientifica di Martina Cavallarin (co-curatrice del Padiglione insieme a Lorna Benedict Mashiba), il format Diary nasce come un ciclo di approfondimenti e laboratori concepiti per mantenere viva, reattiva e in costante dialogo con l’esterno la mostra del Padiglione, Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation.
A cavallo del solstizio d’estate, il Padiglione tanzaniano diventa così teatro di due importanti mostre personali firmate rispettivamente da Sasha Vinci e Ciro Palumbo: due progetti antitetici nei linguaggi ma convergenti nell’urgenza etica.

Sasha Vinci e il terzo atto della “Trilogia delle Ombre”
Ad aprire le danze, dal 13 al 21 giugno è l’Evento Speciale – Diary #02 firmato da Sasha Vinci e intitolato La Luce delle Ombre / III° Atto della Trilogia delle Ombre.
Vinci, artista da sempre abituato a scardinare i confini tra estetica e azione politica, porta a Venezia il capitolo conclusivo di un percorso radicale incentrato sull’abuso del territorio e sulla cecità del sistema capitalistico. In un ambiente completamente buio, Vinci intreccia luce, scultura e suono per dare vita a una vera e propria cosmologia della resistenza. La ferita geopolitica del Medio Oriente viene tradotta in materia sensoriale: la linea di confine del territorio palestinese del 1946 viene inserita dall’artista su un pentagramma, trasformandosi in una melodia che risuona nell’oscurità. Sopra le teste dei visitatori, sculture luminose sospese ricreano il cielo stellato del solstizio d’estate: le costellazioni, destrutturate e ricomposte, mostrano la porzione di cielo visibile sopra Venezia nella notte del solstizio, che è esattamente la stessa osservabile da Gaza.

Ciro Palumbo e i “Silent Crossings”: l’archetipo del viandante nel Padiglione Tanzania
Dal 20 al 28 giugno 2026, il testimone passa a Ciro Palumbo con l’Evento Speciale – Diary #03: Silent Crossings (Attraversamenti Silenziosi).
In un’epoca di migrazioni di massa e instabilità geografica, l’artista torinese (già presente alla Biennale nel 2011 e nelle edizioni 2022 e 2024 con i Padiglioni Nazionali di Grenada) si chiede se sia ancora possibile raccontare il viaggio come esperienza dello spirito. La risposta è un universo pittorico sospeso, popolato da imbarcazioni oniriche, viandanti solitari, cieli impossibili e architetture senza tempo.
In Silent Crossings, le tele di Palumbo diventano “atti poetici” nati da una spinta dell’anima prima ancora che dalla necessità. Il cammino esposto non è mappato da confini, ma da passaggi evolutivi, memorie e trasformazioni intime. Il visitatore è invitato a spogliarsi del ruolo di spettatore per farsi “viandante”, alla ricerca universale di un approdo e di un significato.















