14 aprile 2026

Numero 51 presenta Shigeru Arai e l’arte dei Sofubi

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Alla galleria milanese espone una rara selezione di opere di Shigeru Arai (NAGNAGNAG), provenienti da collezioni private. Sculture in soft vynil che derivano dal mondo dei giocattoli, e uno stile libero e fuori dalle regole

Tokyo skyline

Da Numero 51, tra Guastalla e Porta Romana, siamo catapultati immediatamente in Giappone. Succede grazie alle sculture di Shigeru Arai, conosciuto come NAGNAGNAG: in galleria, fino al 7 giugno (previo appuntamento) è il protagonista della nuova mostra NEW ART GUILD – SOFUBI TEN (ソフビ展) SHIGERU ARAI TRIBUTE EXHIBITION, con un’ampia e rara selezione di opere. Nessuna di queste è in vendita: si tratta infatti di lavori gentilmente concessi da collezionisti privati, con l’intento di rendere omaggio al suo percorso e rappresentarlo nel modo più completo possibile. Sarà tuttavia possibile acquistare, tramite asta e lotteria, alcune opere – tra cui pezzi molto rari – realizzate appositamente per la galleria da artisti e figure vicine a Shigeru Arai.

Numero 51 – Sofubi Ten, installation view

I sofubi sono figure realizzate in soft vinyl (vinile morbido) che derivano dal mondo dei giocattoli. Ogni realizzazione seguiva regole precise: pulizia nel colore, rigore tecnico e una stilizzazione pop dei tratti, elementi considerati fondamentali per la qualità del prodotto finale. Per ottenere una precisione seriale venivano utilizzate maschere in ottone, utili a creare linee nette ed evitare sbavature.

Partendo dalla figura emblematica di Godzilla, Arai inizia a modificarne alcuni elementi. Ed è proprio qui che emerge ciò che lo rende così straordinario: in un Paese e in un settore così legati alle regole, lui, le regole, le infrange. La sua tecnica distintiva di pittura a mano, conosciuta come Arai-nuri, è emblematica del suo lavoro: una stratificazione espressiva fatta di superfici tattili e profondità cromatiche inconfondibili. Se una scultura standard prevede tre o quattro passaggi di colore, nelle sue opere se ne possono trovare decine, con l’obiettivo di rendere le sculture vive e matericamente più profonde. Un’altra particolarità è l’aggiunta di elementi esterni non in vinile, ogni volta differenti: capelli, occhi, ma anche accessori e indumenti come polsini borchiati, cappelli, chiodi o capi che richiamano, in modo ironico, le divise del McDonald’s in varie colorazioni.

Nel 2008 realizza la sua prima figura originale, Bouryoku Genjin (letteralmente “Uomo Primitivo Violento”), un ominide che nella sua deformità racchiude la brutalità del genere umano. Le creazioni di NAGNAGNAG occupano uno spazio peculiare tra la scultura e l’oggetto d’arte collezionabile, creando un ponte tra la cultura underground del toy design e la pratica dell’arte contemporanea. La sua influenza ha contribuito a definire una nuova generazione di artisti sofubi indipendenti, che continuano a trarre ispirazione dai suoi metodi e dalla sua estetica. Anche il suo controllo sul mercato, basato sulla scarsità e su una distribuzione estremamente limitata, ha contribuito a renderlo uno degli artisti più ricercati del settore.

Numero 51 – Sofubi Ten, installation view
Numero 51 – Sofubi Ten,  installation view
Numero 51 – Sofubi Ten, installation view

In mostra, all’interno di un allestimento in pieno stile underground, tra graffiti e poster giapponesi, troviamo MieuxNA, l’ultimo sofubi realizzato da Arai (scomparso nel 2023), accanto alle tele di Ayano Yamamoto. Nonostante l’aspetto infantile, il personaggio rappresenta un uomo di cento anni. Arai aveva pianificato di presentarlo alla Tokyo Art Fair insieme ai dipinti di Yamamoto, pensati come controparte visiva, ma la sua morte ha impedito la realizzazione del progetto. Questa figura si distingue nettamente dalle precedenti: se prima i soggetti erano uomini o ominidi, qui ci troviamo davanti a un design che si avvicina al femminile, pur presentando genitali maschili.

Nell’opera GOING HOME SAFE, Yamamoto riprende MieuxNA e simboleggia l’ultimo giorno sulla Terra. Solo tre figure nel dipinto sembrano esserne consapevoli: il sofubi, un gatto al centro della scena e un mendicante. Gli altri personaggi appaiono frammentati, incompleti, come maschere incapaci di riconoscere la fine imminente. In WHAT DO YOU WEAR WHEN YOU JUMP, invece, MieuxNA è raffigurato di spalle su un palazzo mentre osserva una città moderna. L’opera apre a molteplici interpretazioni: sta per gettarsi, richiamando un tema delicato della società giapponese come il suicidio, oppure sta per spiccare il volo, aprendosi a nuove possibilità? Dopotutto è una bambola, non un essere umano. Questi dipinti dedicati a MieuxNA sono stati realizzati in memoria di Shigeru Arai.

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