09 maggio 2023

Storia della moda e corpo femminile: tutto Helmut Newton a Palazzo Reale di Milano

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Con una retrospettiva senza precedenti, Palazzo Reale ripercorre la carriera infinita di uno dei fotografi più amati e indiscussi di sempre, che 20 anni dalla scomparsa continua ancora a stupire

Helmut Newton. Amica. Milan, 1982 © Helmut Newton Foundation

Tutto il mondo di Helmut Newton a Milano. E anche molto di più. Nell’ampia retrospettiva dedicata al di uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi ospitata da Palazzo Reale, dal titolo “Helmut Newton. Legacy”, si ripercorre la sua intera (e intensa) carriera, attraverso 250 fotografie, riviste, documenti e video. Ma anche attraverso un corpus di scatti inediti, presentati per la prima volta in Italia, che hanno il merito di svelare alcuni aspetti meno noti dell’opera di Newton, con un focus specifico sui servizi di moda più anticonvenzionali realizzati dall’artista. Anzi (pardon!) dal fotografo: visto che, come amava lui stesso sottolineare, in una delle tante citazioni con cui viene ancora oggi ricordato, «Non sono un’artista, sono un fotografo».

Helmut Newton Mansfield, Vogue Inghilterra. Londra,1967 Mansfield, British Vogue. London, 1967 © Helmut Newton Foundation
Helmut Newton Mansfield, Vogue Inghilterra. Londra,1967 Mansfield, British Vogue. London, 1967 © Helmut Newton Foundation

Nella mostra milanese, ideata in occasione del centesimo anniversario della nascita del fotografo (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004) e posticipata alla primavera corrente a causa della pandemia (finendo col trovare una nuova e ulteriore collocazione all’interno della Milano Art Week, la manifestazione diffusa coordinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione con Miart), viene fornito uno sguardo nuovo all’unicità, allo stile e al lato provocatorio del lavoro dell’artista. Grazie anche – e soprattutto – alla collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino, che ha partecipato all’organizzazione dei lavori insieme al Comune di Milano-Cultura e sotto la produzione di Palazzo Reale e Marsilio Arte, con la curatela di Matthias Harder, direttore della stessa Fondazione, e da Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia.

Foto © Luca Zanon, Ritratti di Helmut e June Newton
Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon
Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon

Una mostra completa, approfondita, quasi didattica, che permette di capire a fondo il processo creativo dell’indimenticato fotografo. Con una serie di Polaroid e contact sheet che svelano tutto ciò che è dietro cela dietro alcuni dei momenti più significativi del lavoro di Newton: mentre pubblicazioni speciali, materiali d’archivio e dichiarazioni del fotografo consentono di ricostruire il contesto nel quale è nata l’ispirazione di questo straordinario artista (e ci scuserà se osiamo definirlo tale). Il cui lavoro, articolato in oltre sei decenni, tutti accuratamente ripercorsi e sviluppati nella mostra, ha sfidato ogni tentativo di categorizzazione. Nessun altro fotografo è mai stato pubblicato quanto Helmut Newton e alcune delle sue immagini più iconiche sono diventate parte della nostra memoria visiva collettiva.

Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon
Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon
Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon

Il percorso espositivo a Palazzo Reale di Milano è dunque articolato in capitoli cronologici, con i visitatori che possono attraversare tutte le fasi ed evoluzioni della vita e della carriera di Helmut Newton, dagli esordi fino agli ultimi anni di produzione. Helmut Neustädter nasce a Berlino nel 1920 da una ricca famiglia di origine ebrea ed esprime presto il suo interesse per la fotografia. Inizia la propria formazione all’età di 16 anni affiancando la famosa fotografa di moda Yva, ma presto lascia la città per sfuggire alla persecuzione degli ebrei. Dopo alcuni viaggi in cui lavora come fotoreporter, apre a Melbourne un piccolo studio con il supporto della futura moglie, l’attrice June Brunell. Nel 1956, operando sotto il nome anglicizzato di Helmut Newton, inizia a collaborare con Vogue Australia, Vogue Inghilterra e con Henry Talbot, nel loro studio comune a Melbourne.

Helmut Newton Autoritratto. Monte Carlo, 1993 Self-portrait. Monte Carlo, 1993 © Helmut Newton Foundation
Helmut Newton Autoritratto. Monte Carlo, 1993 Self-portrait. Monte Carlo, 1993 © Helmut Newton Foundation

Il fotografo raggiunge il suo stile inimitabile a Parigi negli anni Sessanta: la sua visione dinamica si manifesta, per esempio, in una serie di fotografie delle produzioni dello stilista André Courrèges che Newton scatta per la rivista britannica Queen nel 1964, o nei suoi lavori per Vogue Francia ed Elle Francia. In questo periodo, Newton sviluppa intense collaborazioni con Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld attraverso le quali cattura lo spirito del tempo, segnato dalla rivoluzione sessuale di fine decennio, senza limitarsi alla rappresentazione dell’abbigliamento come accessorio, con una fotografia dal taglio metafisico.

A metà degli anni Sessanta acquista una casa vicino a Saint-Tropez in Costa Azzurra, luogo che diventerà sfondo per innumerevoli scatti. Si fa strada l’interesse per il tema del sosia, che comincia a elaborare attraverso duplicazioni di immagini e accostamenti di manichini e modelli dal vivo. Le diverse commissioni da parte di riviste internazionali lo spingono a viaggiare a Venezia, Londra, Milano, Roma, Montréal e Tunisi.

Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon

Negli anni Settanta, uscendo dai canoni della fotografia di moda classica, realizza immagini sempre più provocatorie, stravolgendo set e impiegando modelli e stylist in modo non convenzionale. Newton allarga ulteriormente le possibilità creative dei suoi servizi fotografici: in elicottero, su una spiaggia alle Hawaii, in hotel parigini. Con la sua opera, testa i limiti sociali e morali, arrivando a ridefinirli. Le sue modelle appaiono eleganti ed erotiche, anarchiche e giocose. Queste immagini catturano e ingannano l’occhio, solo a un esame più attento si distingue ciò che è reale da ciò che è una ricostruzione o rievocazione delle sue idee e osservazioni. La sua ispirazione per questi scatti viene dalle fonti più disparate: il surrealismo, i racconti di fantasia di E.T.A. Hoffmann, le trasformazioni viste nel film Metropolis di Fritz Lang.

Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon

Nel 1981 pubblica l’innovativa serie “Naked and Dressed”, che appare nelle edizioni italiana e francese di Vogue e successivamente nei suoi libri. Il nuovo concetto visivo dei dittici consiste nel far posare, gli uni accanto agli altri, i modelli nudi e vestiti, raccontando lo spirito culturale del tempo – come i cambiamenti del ruolo delle donne nella società occidentale. Parallelamente a queste immagini produce i primi cosiddetti “Big Nudes”, sia per la carta stampata che come stampe a grandezza naturale. A partire dal 1987 Newton idea la propria rivista di grande formato, “Helmut Newton’s Illustrated”, costituita da quattro numeri pubblicati a intervalli irregolari.

Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon
Helmut Newton Legacy, Palazzo Reale, Milano, 2023, allestimento. Foto © Luca Zanon

Negli anni Novanta Newton usa un approccio ancora più innovativo e all’avanguardia, lavorando sia per editoriali di moda che per grandi commissioni e campagne pubblicitarie di stilisti quali Chanel, Thierry Mugler, YSL, Wolford, e clienti come Swarovski e Lavazza. In questo periodo le immagini di moda iniziano ad affermarsi nel mercato dell’arte con quotazioni “stellari” alla luce della crescente consapevolezza del significato culturale del genere. Newton riceve premi in Francia, Monaco e Germania come riconoscimento della sua totale dedizione alla fotografia.

L’ultima selezione di scatti vede intrecciarsi ancora una volta, nel modo unico di Newton, i principali temi approfonditi nel corso della sua carriera: la moda, il nudo e il ritratto. Si tratta di un’ultima potente testimonianza del carattere unico e della straordinaria visione del fotografo. Fino alla fine della sua vita Helmut Newton ha continuato a incantare e provocare con la sua singolare interpretazione della femminilità. E continua a incantare – e a provocare – ancora oggi. Se non è arte questa…

Helmut Newton Elsa Peretti vestita da coniglio. New York, 1975 Elsa Peretti as a Bunny. New York, 1975 © Helmut Newton Foundation
Helmut Newton Catherine Deneuve. Esquire. Parigi, 1976 Catherine Deneuve. Esquire. Paris, 1976 © Helmut Newton Foundation
Helmut Newton Vogue Italia. Como, 1996 Italian Vogue. Como, 1996 © Helmut Newton Foundation

2 Commenti

  1. mostra strepitosa. confermo. ma questo articolo riesce a farla (ri)vivere alla grande, complimenti e grazie per le emozioni

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