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“Dalla testa ai piedi”: la Collezione Würth festeggia vent’anni a Capena
Mostre
di redazione
Per celebrare i suoi vent’anni di attività, l’Art Forum Würth Capena, inaugura Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth: una grande mostra collettiva che attraversa più di un secolo di storia dell’arte attraverso il tema della corporeità. La mostra riunisce oltre cinquanta opere realizzate tra il 1888 e il 2020, ponendo in dialogo il lavoro di numerosi artisti storicizzati tra cui Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz (recentemente scomparso), Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Louise Bourgeois, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol.
Più che seguire un ordine cronologico, l’esposizione lavora per nuclei tematici, creando accostamenti volutamente trasversali tra artisti e linguaggi molto distanti tra loro. Il corpo appare così come origine e forza vitale, ma anche come spazio di crisi, memoria, identità e tensione politica.

Nelle opere di Hans Arp, Marc Quinn o Edita Kadirić, il femminile emerge come figura archetipica e generatrice, mentre in lavori di Louise Bourgeois, De Chirico o Albert Oehlen la figura umana si deforma, si frammenta e si sposta verso territori più psichici e simbolici. Altrove, il corpo diventa invece luogo di conflitto: nelle opere di Baselitz, Abakanowicz, Antoni Tàpies o A.R. Penck la corporeità appare ferita, instabile, quasi disumanizzata, trasformandosi in testimonianza delle tensioni storiche e politiche del secondo Novecento.
Un altro asse importante della mostra riguarda il rapporto tra corpo e gesto. In artisti come Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer il movimento diventa parte integrante del processo creativo: il corpo non è più soltanto rappresentato, ma agisce direttamente sulla materia, lasciando tracce, impronte e stratificazioni che avvicinano la pittura alla performance. In parallelo, lavori di Antony Gormley o Sabine Hoffmann riflettono invece sulla presenza e sull’assenza del corpo nello spazio, trasformandolo in misura architettonica e dispositivo relazionale.

A chiudere idealmente il percorso è Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come immagine simbolo della mostra. Le sue figure monumentali e anti-accademiche riportano il discorso sulla corporeità a una dimensione insieme archetipica e popolare, dove il corpo diventa volume, racconto e costruzione culturale.
Ma Dalla testa ai piedi è anche l’occasione per riflettere sulla storia dell’Art Forum Würth Capena, inaugurato nel 2006 all’interno del centro logistico romano del Gruppo Würth. L’Art Forum nasce infatti all’interno della più ampia visione culturale dell’imprenditore e collezionista Reinhold Würth, che, a partire dagli anni Novanta, ha costruito una rete internazionale di musei e spazi espositivi legati alla Collezione Würth. Oggi la raccolta rappresenta una delle più importanti collezioni private europee di arte moderna e contemporanea, con lavori che spaziano da Picasso a Baselitz, da Christo a David Hockney, fino a Tony Cragg e Anish Kapoor.
In questo quadro più ampio, la mostra di Capena funziona dunque anche la come sintesi di un modello culturale preciso: quello di una collezione privata che, anziché restare confinata in una dimensione aziendale o rappresentativa, prova a costruire una relazione pubblica e continuativa con il territorio.





















