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A Reggio Emilia, negli spazi di Palazzo Brami, aprirà il 30 aprile 2026 Dead God, Thank You, mostra personale di Brad Downey, esito della residenza realizzata per SPAZIOC21 nell’ambito della 21ma edizione del Festival di Fotografia Europea. Visitabile fino al 20 giugno, l’esposizione, accompagnata da un testo critico di Emanuela Mazzonis di Pralafera, introduce una riflessione sul rapporto tra materia, tempo e responsabilità, a partire da un confronto diretto con il paesaggio naturale.
Il progetto si articola attorno a sei opere pittoriche dedicate ad altrettanti alberi – pino, cipresso, ciliegio selvatico, frassino, quercia e alloro – selezionati dall’artista nel contesto locale. Il processo che le genera è al tempo stesso radicale e circolare: gli alberi vengono fotografati, abbattuti e trasformati attraverso una lavorazione meccanica che riduce il materiale vegetale a una pasta di cellulosa. Da questa materia, Downey ricava una carta su cui interviene pittoricamente utilizzando pigmenti ottenuti dalla macerazione delle cortecce.
Ne deriva una serie di immagini che sono al tempo stesso rappresentazione e residuo, superficie e origine. Gli alberi, privati della loro vita biologica, vengono restituiti in una nuova forma, come tracce di un ciclo che si interrompe e si rigenera. Il “liquore nero” prodotto nel processo – un fluido denso derivato dalla lavorazione – diventa parte integrante dell’opera, contribuendo a definire tonalità e variazioni cromatiche che distinguono ogni lavoro.

Il titolo Dead God, Thank You introduce una tensione che attraversa l’intero progetto. Da un lato, suggerisce un parallelo tra l’albero e una dimensione sacra, dall’altro allude a una condizione di perdita e responsabilità. L’intervento dell’artista implica dunque una negoziazione con la natura: un gesto che mette in gioco il tema del consumo e dei processi di trasformazione arbitrariamente messi in opera dall’uomo.
Nato a Louisville nel 1980, Brad Downey vive e lavora a Berlino. La sua formazione attraversa ambiti diversi: dopo un BFA in Cinema Documentario al Pratt Institute di New York, ha conseguito un MFA in Pittura alla Slade School of Art di Londra. Questo doppio sguardo – tra immagine in movimento e pratica pittorica – si riflette in una ricerca che combina intervento urbano, performance, video, installazione e disegno.
Fin dagli inizi degli anni Duemila, Downey ha sviluppato un linguaggio caratterizzato da un uso mirato dell’ironia e da una forte attenzione ai contesti sociali e politici. I suoi lavori interrogano le strutture invisibili che organizzano lo spazio urbano e il paesaggio, includendo anche territori marginali e zone di confine. Ha esposto in numerose istituzioni internazionali, tra cui il Kunstraum Kreuzberg Bethanien di Berlino e il MU Hybrid Art House di Eindhoven, partecipando a progetti espositivi e biennali in Europa e oltre.

Con Dead God, Thank You, l’artista prosegue questa indagine spostando il focus sulla materia naturale, senza abbandonare la dimensione critica che attraversa il suo lavoro. La residenza a Reggio Emilia diventa così un’occasione per confrontarsi con un contesto specifico e per costruire un progetto che, pur radicato in un luogo, apre a questioni più ampie legate alla trasformazione e al senso stesso del fare artistico.
















