14 gennaio 2022

Imi Knoebel: Dep Art Gallery presenta il catalogo di ‘Pittura Colore Spazio’

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Dep Art Gallery, Milano, presenta il catalogo dell'antologica di Imi Knoebel "Pittura Colore Spazio”, a cura di Giorgio Verzotti, visitabile fino al 15 gennaio. Tra le novità anche Dep Art Out, una nuova sede della galleria in Puglia. Le parole di Antonio Addamiano, gallerista

A Milano, negli spazi di Dep Art Galley, fino al 15 gennaio è in corso la personale di Imi Knoebel (1940, Dessau, Germania) “Pittura Colore Spazio”, a cura di Giorgio Verzotti (qui le sue parole sulla mostra), che «celebra uno dei più noti artisti devoti al minimalismo e al costruttivismo. […] Un’antologica composta da 27 opere realizzate dal pittore tedesco dalla fine degli anni Settanta, da Messerschnitt VI del 1977, fino ad una iconica Anima Mundi del 2019», ha ricordato la galleria.
Dep Art Gallery ha realizzato il catalogo della mostra, che, fresco di stampa, rappresenta un’importante tappa della diffusione del lavoro di Imi Knoebel in Italia, dove la sua ultima mostra risale al 1991, negli spazi del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.

Tra le novità della galleria anche Dep Art Out, una nuova sede in un trullo nella Valle d’Itria, in Puglia, nelle campagne traCeglie Messapica e Martina Franca, inaugurata con una personale di Alberto Biasi. «Dep Art Out è un luogo dove l’arte si presenta in un modo diverso, con un nuovo sguardo e un nuovo panorama, per un’esperienza unica ed esclusiva» ha anticipato la galleria.

Imi Knoebel. Ph Ivo Faber

Le parole di Antonio Addamiano, gallerista

Il catalogo che avete realizzato sull’opera di Imi Knoebel ha finalmente visto la luce dopo una lunga e non semplice elaborazione. Può raccontarci come lo avete realizzato?

«Sin dalla primissima mostra della galleria, il mio intento è sempre stato quello di accompagnare ogni esposizione a una pubblicazione che, attraverso il testo di un curatore, riuscisse a lasciare un segno nel tempo e creare così un percorso storico della galleria. Per Imi Knoebel l’obiettivo è stato lo stesso: partendo dalle 27 opere presenti alla Dep Art Gallery ho voluto realizzare un catalogo che esprimesse al meglio la centralità di questa mostra per la galleria, e rafforzare così il percorso internazionale avviato con Carlos Cruz-Diez (2019). In un primo momento non è stato semplice relazionarsi per la stesura del catalogo: l’impossibilità di viaggiare e parlarne di persona ha reso più complicate del solito tutte le decisioni che sono state prese telefonicamente o via mail, senza dimenticare quanto impegno occorra nella stampa per arrivare a una cromia fedele delle opere originali. Dopo quasi un mese dall’opening, sfruttando l’occasione di Art Cologne, mi sono recato a Düsseldof per incontrare di persona Imi Knoebel e la moglie Carmen e definire insieme gli ultimi dettagli che hanno portato alla versione finale. È stato un momento di grande condivisione che ha rafforzato il nostro legame professionale».

Imi Knoebel, Anima Mundi 106-3, 2019. Acrilico su alluminio, 37 x 127 x 5,8 cm. Courtesy Dep Art Gallery, Milano
Come è strutturato il catalogo? Quale è il peso di questo lavoro per il panorama italiano?

«Imi Knoebel è uno degli artisti più noti a livello internazionale: la sua storia, le sue presenze museali e la sua forza sul mercato mondiale ne sono una lampante testimonianza. È stato importante rendere fruibile al grande pubblico una mostra che fosse summa del suo lavoro con opere dal 1977 al 2019: il catalogo, attraverso installation view di ampio respiro e primi piani molto curati, restituisce appieno il dialogo tra le opere allestite nello spazio. Lavoro, quello di Imi Knoebel, testimoniato da molte pubblicazioni straniere ma del quale si sentiva la mancanza di un testo vicino al pubblico italiano. Senza contare che la mostra alla Dep Art Gallery si colloca temporalmente a trent’anni esatti dalla grande mostra al PAC di Milano. È anche per dare un senso di continuità che ho scelto di affidare la curatela a Giorgio Verzotti, già curatore della mostra nel museo milanese del 1991 insieme a Marco Meneguzzo. È importante che vi siano delle connessioni percepibili, sia all’interno della mostra sia all’interno dell’ambiente culturale circostante».

Imi Knoebel, Pittura Colore Spazio, installation view, 2021. Courtesy Dep Art Gallery, Milano
In questi giorni si conclude la personale dell’artista in galleria a Milano. Che mostra è stata? Dopo averla vista “vivere” per molti mesi, quali pensa siano stati i suoi maggiori punti di forza?

«Dal punto di vista della galleria credo abbia dato a noi la forza di una grande esperienza. È un traguardo che ci ha permesso di consolidare un rapporto iniziato nel 2017 durante la collettiva di artisti tedeschi “der Zirkel”, curata da Alberto Zanchetta.
Da parte del pubblico abbiamo ricevuto molti feedback positivi. Vedere dal vero le opere di Knoebel è importante per apprezzare i suoi grandi punti di forza: la forma, il colore e come questo si relaziona con la galleria. Poi, per offrire la possibilità anche a distanza di entrare il più possibile in relazione con l’opera di Imi Knoebel, abbiamo realizzato acluni video per il canale YouTube di Dep Art Gallery: uno che ripercorresse la mostra; l’altro un contributo del curatore e critico Gianluca Ranzi, che analizza e racconta la pittura di Imi Knoebel».

Imi Knoebel, Pittura Colore Spazio, installation view, 2021. Courtesy Dep Art Gallery, Milano
Essere galleristi oggi: quali aspetti del Suo lavoro sono cambiati maggiormente dall’inizio della pandemia? 

«La flessibilità, negli ultimi due anni, è diventata una caratteristica imprescindibile per Dep Art Gallery, così come per molti colleghi. L’alternanza di apertura e chiusura al pubblico ci ha costretti a strutturare il lavoro in modi inediti, cercando sempre vie alternative per raggiungere il nostro pubblico ed essergli vicino, sviluppando una velocità di reazione oggi fondamentale. Una delle strategie adottate è stata la collaborazione con figure professionali che potessero realizzare contenuti video da condividere sui nostri diversi canali social. Nonostante le difficoltà, tra periodi di apertura e chiusura, sono comunque riuscito a realizzare mostre di artisti stranieri in presenza: una collettiva sull’Avanguardia coreana nel 2020; Regine Schumann e l’attuale Imi Knoebel iniziata nel 2021. Il 2022 si apre con il finissage della personale di Knoebel, a cui seguirà la retrospettiva di Valerio Adami».

Imi Knoebel, Pittura Colore Spazio, installation view, 2021. Courtesy Dep Art Gallery, Milano
Parlare di programmazione e futuro in queso momento è alquanto azzardato, ma rimane tuttavia necessario. Come avete impostato il lavoro dei prossimi mesi nonostante l’incertezza generale?

«Con la posticipazione dell’edizione 2022 di ArteFiera Bologna, ho deciso di concentrare gli sforzi della galleria per produrre i contenuti digitali a supporto della mostra di Valerio Adami. Inoltre stiamo lavorando anche a un mini-documentario sulla carriera di Pino Pinelli. Ora sono in una fase di attesa per quanto riguarda le fiere, il calendario della Dep Art Gallery è ricco di appuntamenti in Italia e all’estero, ma sono ottimista al riguardo e penso che l’edizione di miArt (che potenzialmente sarà la prima fiera italiana del 2022) sancirà una nuova ripresa, sull’onda dell’entusiasmo di collezionisti, appassionati e operatori del settore».

Sta per aprire una nuova sede di Dep Art Gallery in Puglia. Da dove nasce la scelta di una nuova sede, perché in Puglia e con quale mostre sarà inaugurata?

«Ho sempre voluto portare una parte del mio lavoro in un contesto differente dallo spazio canonico della galleria. La Puglia è stata una scelta “di cuore”: è un territorio che ho sempre apprezzato e, pensando al progetto, non ho avuto dubbi in merito. Idealmente unisce due aspetti diametralmente opposti: da un lato il territorio rurale e il trullo, una icona famosa in tutto il mondo; dall’altro l’arte contemporanea. Dep Art Gallery diviene Dep Art OUT, un luogo che regala un nuovo panorama, out-of-te-ordinary. Del resto, è l’architettura in cui sono inserite le opere a non avere eguali, il che rende unico ed esclusivo il contesto che si viene a creare. Il primo artista che ho voluto esporre è Alberto Biasi, maestro dell’arte Ottico-Cinetica, che è stato anche uno dei primissimi artisti della Dep Art Gallery. Abbiamo già preparato le mostre Pino Deodato e Natale Addamiano che saranno i protagonisti delle esposizioni primaverili, mentre il programma estivo sarà (speriamo) sviluppato con la presenza dell’artista, dei suoi collezionisti, tutti ospiti della struttura. Mi piace questa sperimentazione, tessere nuove relazioni, allargare gli orizzonti su discorsi mai testati prima».

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