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A Milano, Sotheby’s mette all’asta i grandi maestri del Dopoguerra
Mercato
Il grande spettacolo delle aste di New York è appena concluso, e subito è il tempo di una resa dei conti tutta italiana. Da Sotheby’s, a Milano, il 27 maggio, i grandi maestri del XX e del XXI secolo aspettano la risposta dei collezionisti in occasione dell’asta serale di Arte Moderna e Contemporanea: da Lucio Fontana a Giorgio Morandi, passando per Giorgio de Chirico, Mario Schifano, Carla Accardi, Salvo. «Questa selezione nasce dal desiderio di riflettere in modo esemplare la profondità e la varietà dell’arte italiana del Novecento, riunendo opere di altissima qualità, molte delle quali appaiono sul mercato per la prima volta», dichiara Marta Giani, Direttrice del Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea, Sotheby’s Italia. «Da Fontana a Morandi, da Vedova a Salvo, l’asta offre uno sguardo intenso e sfaccettato su artisti che continuano a parlare con forza al presente. È un percorso che attraversa linguaggi e generazioni, restituendo la straordinaria vitalità della ricerca artistica italiana e il ruolo sempre più centrale di Milano come uno dei principali punti di riferimento nel panorama internazionale, e il luogo naturale per presentare un progetto di tale respiro e ambizione». Li raccontiamo in anteprima, attraverso sei protagonisti del Novecento italiano.
Concetto Spaziale, Attese di Lucio Fontana, del 1965-66, con i suoi tre tagli verticali su una superficie di un giallo vibrante, è tra i grandi protagonisti della primavera di Sotheby’s Italia. Non è mai apparso prima sul mercato ed è in catalogo per € 700.000-1 milione. «Lontano da ogni intento distruttivo», spiegano gli esperti di Sotheby’s, «il gesto spazialista si rivela come apertura verso l’infinito: la pittura supera la bidimensionalità per farsi spazio reale, percezione, tempo. Un lavoro emblematico di uno dei momenti più fecondi e radicali della ricerca dell’artista». Non è l’unica opera di Fontana in catalogo: incluso nella vendita, incontriamo anche uno dei primi tagli del 1960, Concetto spaziale, Attesa, declinato, quasi come un contrappeso inaspettato, proprio nel colore complementare al giallo, il blu, preveniente dall’omonima Galleria Blu di Milano. Nella tela di dimensioni contenute (cm 22,4×16,5), campeggia con sapiente gesto di equilibrio un unico taglio arcuato verso destra, come una falce di luna nella notte.

Giorgio de Chirico è incluso nella selezione di Sotheby’s con una delle sue opere più iconiche, una Piazza d’Italia eseguita alla fine degli anni Settanta, dove l’artista restituisce e sintetizza gli elementi a lui più cari: il senso dell’enigma, la classicità, il viaggio, i ricordi del passato, il senso ultimo dell’umanesimo. Stima € 220.000-300.000.
È ancora Giorgio Morandi uno dei maestri più ambiti del Novecento italiano, e Sotheby’s non tarda a offrire tre importanti lavori dell’artista: Natura morta del 1924, un raro lavoro giovanile caratterizzato da un’energia inquieta ed un’atmosfera densa, grazie alla pastosità della pittura tipica di questo periodo di ricerca post-metafisico; un contemplativo Paesaggio eseguito nell’inquieta estate del 1940, in cui le case sono incastonate nella collina come pure presenze volumetriche fra i campi e i cipressi; e ancora una Natura morta del 1959, fortemente contemplativa, poetica, silenziosa, emblematica del genio di Morandi, proveniente da una prestigiosa collezione internazionale e all’asta con una stima di € 700,000-1 milione.

Tra i rappresentanti dell’Informale, Sotheby’s schiera Tancredi: il suo Senza titolo, del 1956, fu presentata quello stesso anno alla Galleria Selecta di Roma sotto l’egida di Carlo Cardazzo. L’opera testimonia la centralità dell’artista nel vivace clima del dopoguerra; per citare lo stesso Tancredi nella prefazione al catalogo di quella mostra: «Ritengo che la pittura sia appena nata. Condanno i modi tristi di morire di molti pittori di questo secolo. Credo in un futuro fatto di equilibrio, in un artista puro, capace di tutti i tipi di emozioni». La successiva provenienza dalla celebre collezione americana di Ann e Walter Gips conferma la precoce risonanza internazionale del suo linguaggio, capace di creare un ponte con le avanguardie americane. Stima: € 150.000-200.000.
Grande attenzione per Carla Accardi, con due opere che fanno il loro debutto all’asta. A partire da Grande dittico (1986) monumentale (cm 220 × 320), con due pannelli accostati dove il segno si moltiplica e si intreccia, annullando ogni gerarchia tra figura e sfondo e trasformando la superficie pittorica in una vera architettura di colore. Gli audaci contrasti tra nero, avorio e accenti di azzurro e arancio generano un ritmo intenso e luminoso. Stima di € 250.000-350.000. E non può non saltare all’occhio Arancio, del 1979: un’opera emblematica della ricerca di Carla Accardi sul colore e sulla luce alla fine degli anni Settanta, intensa, brillante, qui il colore non è mai statico, ma vibra, si espande e dialoga con lo spazio circostante attraverso accostamenti studiati con precisione. Stima € 70,000 – 90,000.

Due opere iconiche anche per l’italiano Salvo: in 28 siciliani più un mistero (2014), l’artista giunge, poco prima della sua scomparsa, ad uno degli esiti più compiuti della sua produzione, fondendo l’indagine concettuale degli esordi con una pittura di intensa forza cromatica, in cui le parole perdono la loro consistenza verbale per farsi immagini. €100,000-150,000. Poi, riconoscibilissima, Una sera del 1988: colori accesi e sognanti, alberi stilizzati, specchi d’acqua costruiscono una scena sospesa. Stima: €60,000-80,000














