13 giugno 2026

Ironia e paradossi di Daniele Sigalot in mostra al Gallery Hotel Art di Firenze

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Please Take This Seriously: al Gallery Hotel Art di Firenze ritorna l'arte contemporanea, con la mostra di Daniele Sigalot: post-it in alluminio, aeroplanini metallici e ping pong psichedelici, per giocare con il paradosso

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

L’arte contemporanea torna ad abitare gli spazi del Gallery Hotel Art di Firenze con Please Take This Seriously, la nuova mostra di Daniele Sigalot, visitabile fino all’autunno 2026 e curata da Valentina Ciarallo. Il progetto, promosso da Lungarno Collection, conferma la vocazione della struttura fiorentina a trasformare l’ospitalità in un luogo di confronto con i linguaggi della contemporaneità.

Please Take This Seriously: la mostra di Sigalot a Firenze

Già dal titolo, l’esposizione si presenta come una dichiarazione ambigua. Please Take This Seriously suona infatti come un invito alla serietà ma, al tempo stesso, mette in discussione la possibilità stessa di aderirvi pienamente. È all’interno di questo cortocircuito che si sviluppa la ricerca di Sigalot, artista che da anni utilizza ironia, paradosso e slittamenti semantici per interrogare il funzionamento dell’arte, del linguaggio e delle convenzioni sociali.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze
Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

Per l’occasione l’artista ha realizzato una selezione di opere pensate specificamente per gli spazi del Gallery Hotel Art. Il percorso comprende i celebri post-it in alluminio laccato, il tavolo da ping pong installativo The Ping Pong Paradox e una serie di aeroplanini in acciaio inox dalle superfici cangianti. Oggetti comuni e immediatamente riconoscibili vengono sottratti alla loro funzione originaria e trasformati in dispositivi concettuali capaci di mettere in discussione aspettative e automatismi percettivi.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

Particolarmente significativa è la serie dei post-it metallici, ormai divenuti una delle cifre distintive della pratica di Sigalot. Nati come strumenti destinati all’appunto rapido e alla temporaneità, vengono qui tradotti in alluminio e resi permanenti. Le frasi che vi compaiono assumono così il valore di slogan paradossali e autoriflessivi: «Art Must Be Taken Seriously», «Blame Duchamp if this is art», «This Artwork looks great above the sofa» o «Anyone can do this» sembrano oscillare continuamente tra critica, autoironia e provocazione. Attraverso un linguaggio che richiama il marketing e la comunicazione pubblicitaria, l’artista costruisce una riflessione sulle dinamiche di legittimazione e consumo che attraversano il sistema dell’arte contemporanea.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

Nella lobby dell’hotel trova spazio anche The Ping Pong Paradox, opera partecipativa che trasforma il gioco in una metafora delle tensioni che caratterizzano l’esperienza contemporanea. Il tavolo è diviso in due universi visivi opposti: da un lato un’esplosione di colori e forme psichedeliche, dall’altro una rigorosa composizione geometrica in bianco e nero. Tra razionalità e creatività, controllo e istinto, il visitatore è invitato a sperimentare un equilibrio impossibile, destinato a rimanere costantemente irrisolto.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

Completano il percorso gli aeroplanini metallici, tra i soggetti più riconoscibili della produzione dell’artista. Apparentemente leggeri e destinati al volo, vengono realizzati in acciaio inox e assumono una presenza monumentale. La memoria dell’infanzia, il desiderio di evasione e la promessa del movimento convivono così con il peso della materia e con l’impossibilità di staccarsi realmente da terra.

Daniele Sigalot, maestro degli errori

Nato a Roma nel 1976, Daniele Sigalot ha costruito negli anni una ricerca incentrata sul rapporto tra percezione, linguaggio e materiali industriali. Dopo aver vissuto tra Barcellona, Londra e Berlino, è tornato in Italia, dove oggi lavora tra Roma e il suo studio-laboratorio denominato ironicamente La Pizzeria. Le sue opere sono state esposte in importanti istituzioni italiane e internazionali, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la Reggia di Caserta, la Triennale di Milano, il Palazzo Ducale di Genova, il MOAD di Miami e le Gallerie degli Uffizi.

Tra i suoi lavori più noti figura Master of Mistakes, una grande sfera composta da centinaia di fogli di alluminio accartocciati che celebra l’errore come componente inevitabile dell’esperienza umana. Recentemente ha concluso una residenza artistica in Cina nell’ambito del programma di diplomazia culturale promosso dall’Ambasciata d’Italia a Pechino e dal Ministero degli Affari Esteri.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze
Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

Lungarno Collection e l’arte contemporanea

La mostra si inserisce nel più ampio programma culturale di Lungarno Collection, società alberghiera della famiglia Ferragamo fondata nel 1995. Accanto alla gestione delle sue strutture tra Firenze, Roma e Milano, il gruppo porta avanti da anni una costante attività di promozione culturale, trasformando gli hotel in spazi espositivi e luoghi di incontro tra ospitalità, arte e creatività contemporanea.

Daniele Sigalot, Please Take This Seriously, veduta della mostra, Gallery Hotel Art, Firenze

In particolare il Gallery Hotel Art, inaugurato a Firenze alla fine degli anni Novanta, ha consolidato nel tempo una programmazione dedicata all’arte contemporanea attraverso mostre, installazioni e progetti site specific che coinvolgono artisti italiani e internazionali, contribuendo a costruire un dialogo continuo tra il patrimonio storico della città e la ricerca del presente. In Please Take This Seriously questo dialogo si traduce in un percorso che alterna leggerezza e riflessione, gioco e critica.

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