24 dicembre 2015

I collezionisti più innovativi del 2015

 

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C’è chi usa Instagram, chi è passato dal gestire locali a collezionare arte contemporanea, chi è dotato di un impareggiabile senso degli affari e poi c’è Simon de Pury.
Nella lista che ha stilato artnet news si susseguono i nomi di quelli che si distinguono dai cacciatori di trofei, e che affrontano il collezionismo con un’idea personale, portando una ventata d’aria fresca nel mercato.
Il primo è Swizz Beatz, produttore hip hop, vincitore di un Grammy e collezionista (al secolo Kasseem Dean) è ormai una presenza sempre più importante sulla scena artistica contemporanea di oggi. Dopo aver curato una selezione speciale per Scope a Miami lo scorso anno, quest’anno Beatz si è cimentato nella creazione di una propria fiera, gratuita, come si evince dal nome “No Commission”. Un modo utile per far emergere giovani talenti, che lui stesso scova su Instagram, e che una volta che entrano a far parte della sua collezione non la lasciano più. 
Tra i collezionisti atipici figurano anche Alan Faena e Ximena Caminos, coppia che era alle spalle di molti progetti e opere presenti a Miami quest’anno. Ogni mossa di questo duo è parte di un piano del valore di un miliardo che riguarda lo sviluppo di Miami, e che quando sarà completato, nel 2016, conterrà il Faena Forum, uno spazio dedicato all’arte -progettato dallo studio di Rem Koolhaas. Per l’evento di apertura è prevista la presenza di un pizzico di Italia con Marinella Senatore che presenterà “La Scuola di Danza narrativa.” 
Per Qiao Zhibing il passo dalla vita notturna al collezionismo è stato breve. Dopo aver usato l’arte per decorare le pareti troppo vuote dei suoi club, si è lasciato prendere la mano, focalizzandosi sugli artisti della sua generazione e su alcuni nomi blue chip occidentali. Il prossimo passo? Aprire un suo centro d’arte! Che domande!
Con sale dedicate a vari artisti pop come Jeff Koons, Andy Warhol, Takashi Murakami, e Damien Hirst, il Broad Museum di Los Angeles, deve il suo successo ai suoi proprietari: Eli e Edythe Broad. Un museo ad ingresso gratuito che ospita la collezione della coppia, composta da circa 2mila pezzi.
Un approccio più riflessivo è quello usato da Ron e Ann Pizzuti, che hanno iniziato a comprare arte nel 1974, e che in 4 decenni hanno formato una collezione complessa e visitabile negli spazi della galleria ad essa dedicati in Ohio. La collezione comprende opere di Derrick Adams, El Anatsui, Nick Cave, David Hammons, Tito Kaphar, Aminah Robinson, Yinka Shonibare, Mickalene Thomas, Hank Willis Thomas, Carrie Mae Weems, e Kehinde Wiley.
Il camaleontico e sempreverde Simon De Pury è un uomo che si modella sulle richieste del suo tempo, anche anticipando le tendenze. Come quando, qualche mese fa ha sottolineato quanta importanza ha nella sua ricerca un social network come Instagram, che lo aiutano a scoprire nuovi artisti. Quest’anno, lui e sua moglie Michaela hanno preso le loro competenze nel mondo delle aste e hanno dato avvio ad una nuova compagnia di aste online chiamata de Pury & de Pury. 
Ma tra i nomi più noti della lista di artnet forse è quello di Jorge Pérez. Nel 2013, quando il Miami Art Museum si trasferì nel gigantesco impianto progettato da Herzog & de Meuron che si affaccia su Biscayne Bay, Perez ha donato parte della sua collezione composta da opere di artisti moderni, provenienti dall’America Latina, ed il museo è stato rinominato in suo onore Jorge M. Pérez Art Museum. Più di recente, ha spostato la sua attenzione per l’arte contemporanea da America Latina e Spagna. 
Nessun nome dalla vecchia Italia, ma non riusciamo a credere che non ci siano collezionisti altrettanto curiosi, forse sono solo meno sfacciati.

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