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Fabio Mauri, cosa è il fascismo: una conferenza a Magazzino di New York
Progetti e iniziative
di redazione
Il 26 gennaio 2025, in occasione del Giorno della Memoria, Magazzino Italian Art Museum di Cold Spring, New York, ospiterà la conferenza Fabio Mauri: What is Fascism, dedicata alle rivoluzionarie performance di Fabio Mauri negli anni Settanta e al loro significato nel dibattito attuale. L’evento, curato da Pieranna Cavalchini, è realizzato in collaborazione con il Centro Primo Levi di New York e con il coordinamento del Consolato Generale d’Italia.
Nato a Roma nel 1926 e scomparso nel 2009, Fabio Mauri è stato una delle figure più complesse dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Cresciuto in un’Italia segnata dalle contraddizioni e dalle tragedie del fascismo, Mauri si è sempre confrontato con il passato, sia come artista che da intellettuale, come atto di critica rivolta alla contemporaneità e di analisi delle dinamiche di potere che attraversano la società.
Dopo una formazione iniziale in filosofia, Mauri ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte negli anni Cinquanta, quando l’amico Pier Paolo Pasolini lo presentò in occasione della sua prima personale alla Galleria Aureliana di Roma nel 1955. Già allora, l’artista iniziava ad affrontare concetti che avrebbero caratterizzato tutta la sua produzione: il linguaggio, la memoria, le narrazioni ideologiche. Con i suoi Schermi, monocromi bianchi che evocano la superficie di una proiezione cinematografica, Mauri ha trasformato il cinema in una metafora visiva della modernità, sottolineando il potere evocativo delle immagini come nuovi codici culturali.
Negli anni Settanta, Mauri ha dato vita a performance dirompenti come Che cos’è il fascismo (1971) ed Ebrea, opere che hanno affrontato direttamente il peso del passato fascista e la persecuzione degli ebrei. In Che cos’è il fascismo, una tavolata di giovani uomini in camicia nera, seduti in uno spazio industriale, richiama il clima lugubre delle adunate totalitarie. Attraverso questi atti, Mauri ha denunciato le omissioni e le rimozioni nella memoria collettiva italiana, mettendo a nudo il ruolo che ideologia e propaganda hanno giocato nel plasmare il pensiero sociale e culturale.
Il Magazzino Italian Art Museum, fondato da Nancy Olnick e Giorgio Spanu, è un’istituzione dedicata alla promozione e alla conoscenza dell’arte italiana del dopoguerra e contemporanea negli Stati Uniti. Situato a Cold Spring, nello stato di New York, il museo ha recentemente ampliato i suoi spazi con l’apertura del Robert Olnick Pavilion nel settembre 2023, progettato dagli architetti Alberto Campo Baeza e Miguel Quismondo. Questo nuovo padiglione ha ospitato mostre temporanee e progetti speciali, tra cui esposizioni dedicate a figure di rilievo come Mario Schifano, Carlo Scarpa ed Ettore Spalletti.
Oltre alle mostre, il Magazzino Italian Art Museum organizza una serie di iniziative culturali, tra cui conferenze, residenze d’artista e programmi educativi, con l’obiettivo di creare un dialogo tra l’arte italiana e il pubblico internazionale. La conferenza su Fabio Mauri si inserisce in questo contesto, offrendo un’opportunità per approfondire temi storici e artistici di grande rilevanza e attualità.
Pieranna Cavalchini esaminerà il lavoro di Mauri e in particolare si concentrerà sulle performance degli anni ’70, spingendo il pubblico a riflettere sul proprio ruolo di spettatore e testimone. La lezione affronterà l’attualità dell’opera di Mauri nel riflettere su questioni di memoria collettiva e ideologia, oltre che sul ruolo dell’Italia durante l’Olocausto.
Sarà possibile seguire in diretta la conferenza su Zoom e su Youtube.